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Il ministro Marco Minniti

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“CI sono tutte le condizioni per approvare, rapidamente, il codice antimafia. Sarebbe un peccato mortale se la legislatura si concludesse senza questa approvazione”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Marco Minniti, durante il suo intervento all’inaugurazione della nuova sede della Direzione investigativa antimafia di Milano.

Secondo quanto reso noto, al codice afferirebbe anche una nuova gestione normativa dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie che, con la “loro restituzione alla società, che ha un forte valore simbolico, è il completamento dell’azione della Dia e della Dna”, ha continuato il ministro.

“E’ un grande segnale che la sede della Dia di Catanzaro sia in in bene confiscato alle mafie – ha proseguito Minniti -. L’obiettivo dello Stato non è quello di contenere la mafia ma di sconfiggerla. E’ un principio irrinunciabile, diceva Falcone. Oggi, è diventato un obiettivo e, come tale, deve essere perseguito”, mentre il “principio va conservato. E’ un obiettivo molto impegnativo, è pane per i denti della Dia”.

Il ministro calabrese ha anche sottolineato l’influenza della ‘ndrangheta in Lombardia: “Questa città è una seconda capitale nella lotta alla mafia. A Milano è stato fatto un lavoro straordinario con indagini esemplari che ci hanno dato la dimensione della ‘ndrangheta come un fenomeno dal forte radicamento locale, ma con una proiezione nazionale e internazionale. Qui – ha concluso – si gioca una partita fondamentale della lotta alla criminalità organizzata”.

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