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CASTROVILLARI (CS) – «Gli operatori del nostro nosocomio, i medici, gli infermieri hanno lottato fino alla fine per salvare Barbara ed è solo grazie a loro che è nata la piccola Sarah Barbara». Dopo la tragedia che ha portato alla morte della donna di 32 anni, spirata durante il parto all’ospedale di Castrovillari, i familiari della vittima definiscono «ingiuste» le accuse al personale sanitario: «Quello di Barbara  – affermano – non è stato un caso di malasanità, ma una morte per causa naturale che non dipende in alcuna maniera dal parto».

Barbara Malomo aveva 32 anni, viveva a Castrovillari ed era al nono mese di gravidanza. Aveva accusato alcuni disturbi e i medici hanno deciso di procedere con il cesareo. Ma qualcosa è andato storto. La donna non è sopravvissuta e la piccola è stata trasportata in condizioni critiche all’ospedale di Cosenza, dove è tuttora ricoverata.

la Direzione medica del Presidio Ospedaliero di Castrovillari, con una nota, ha annunciato di avere aperto un’indagine interna sul caso della giovane madre. «Ad una prima valutazione delle informazioni disponibili (essenzialmente gli esami diagnostici e il racconto di ostetrici, ginecologi e familiari) – scrive la direzione –  le cause sembrano da ricercare in alcune condizioni predisponenti e nel sopraggiungere (in apparente pieno benessere, riferiscono i parenti) di un’embolia polmonare, che probabilmente causava il distacco di placenta riscontrato dai ginecologi nel corso dell’intervento»

Malgrado gli sforzi, aggiunge la nota, è subentrato il decesso. E i familiari di Barbara, ora, escono dal silenzio e «per senso di giustizia» rivolgono un messaggio di gratitudine ai medici.

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