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REGGIO CALABRIA – Sull’operazione che questa mattina ha coinvolto due pericolose cosche di ‘ndrangheta arrivando all’arresto di 27 persone (LEGGI) sono intervenuti il procurare di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho e il procuratore aggiunto Nicola Gratteri. Nello specifico De Raho ha rimarcato come «l’operazione conferma il pericolo delle infiltrazioni e del condizionamento della ‘ndrangheta nelle pubbliche amministrazioni e negli appalti, fino a condizionare il voto dei cittadini», e proprio in virtù di questa considerazione «fino dalle prossime elezioni lo sforzo di questa Procura sarà orientato a proteggere la libera manifestazione del voto e di chi si impegna in politica, con gli strumenti di legge». 

Tornando sull’indagine, poi, De Raho ha riconosciuto che si tratta di una «indagine significativa perché coinvolge imprenditori legati a capi di ‘ndrangheta e politici a disposizione. Emerge con chiarezza il pesante condizionamento in importanti opere pubbliche, con richieste di tangente, a seconda del valore dei lavori, dall’1,5 al 3%. Una regola fissa cui nessuno poteva sottrarsi. Anzi, in alcune occasione, Giuseppe Commisso ‘il mastro’, boss di Siderno ed alleato storico degli Aquino, intervenne per difendere questo ‘principio’ cui tutti gli affiliati di quell’area dovevano attenersi. L’inchiesta ha inoltre acclarato le responsabilità di un medico di Siderno, Antonio Macri, già presidente del Consiglio comunale di quella cittadina, desideroso di fare carriera politica, che chiede formalmente, in un incontro con Commisso, il ‘permessò di candidarsi. Permesso negato poiché la cosca aveva già individuato altri candidati da promuovere». 

Da parte sua Nicola Gratteri ha, invece, fatto rilevale «la pericolosità della ‘zona grigia’, la commistione sociale che ne deriva, con figli o figlie di riconosciuti e riconoscibili capi ‘ndrangheta, che impalmano figli o figlie di altrettanto conosciuti esponenti della borghesia». Per Gratteri si tratta di «un sintomo chiaro di come la ‘ndrangheta voglia scalare la ‘buona società’, poiché così è velare gli ‘affari’ e rendere più evidente il prestigio sociale». 

Con riferimento più diretto all’operazione poi, Gratteri ha fatto notare «uno spaccato tipico del modo di agire della ‘ndrangheta e dei suoi sistemi di ‘persuasione’. Tra gli arrestati figura il passato, il presente e forse anche il futuro delle cosche Commisso e Aquino, come si evince dall’arresto di Rocco Carlo Archinà storico sodale dei Commisso, e prima ancora della sua morte di Antonio ‘ntoni Macrì, capo storico della ‘ndrangheta, fondatore del ‘Siderno group’, trucidato a Siderno mentre giocava a bocce». 

Riguardo poi la struttura della ‘ndrangheta «si conferma ancora una volta orizzontale, dove ogni cosca ha un proprio territorio di influenza su cui regna sovrana. Certamente non mancano i momenti di consultazione tra le varie ‘ndrine, ma il principio rimane che ognuno è ‘padrone’, e responsabile, a casa sua».  

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