Antonio Mastromatteo (foto dal profilo facebook)

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I risultati dell’autopsia su Antonio Mastromatteo: il 42enne aveva molta acqua nei polmoni dunque era vivo quand’è finito nel canale

MOLTA acqua nei polmoni ma nessun segno evidente di violenza: questi i risultati dell’autopsia eseguita nei giorni scorsi sul corpo del 42enne Antonio Mastromatteo, il barista di Genzano di Lucania morto annegato a Venezia: il cadavere è stato recuperato nelle acque di Sacca Fisola, un’isola della laguna.

“La Nuova di Venezia e Mestre” riporta che il medico legale Cristina Mazzarolo avrebbe trovato molta acqua nei polmoni, segno evidente che quando Mastromatteo è caduto nel Canale della Giudecca era vivo ed ha cercato di respirare senza riuscirci perché era sott’acqua. L’uomo lavorava nel bar Verde di Calle delle Rasse. Sul suo cadavere il medico legale non avrebbe trovato evidenti segni di violenza, nessun colpo in testa, se non le lesioni provocate dalle imbarcazioni e dalle eliche che lo hanno colpito, ma – si legge nel resoconto – si tratta di lesioni provocate dopo la sua morte. Naturalmente sarà necessario, ora, attendere i risultati degli esami di laboratorio, quelli tossicologici in particolare, ma anche quelli istologici. Soltanto dopo questi accertamenti il pubblico ministero Francesca Crupi, che coordina le indagini, potrà trarre le prime conclusioni.

Intanto gli agenti del Commissariato di Polizia stanno ricostruendo le ultime ore di vita del 42enne lucano: stanno interrogando tutti coloro che hanno trascorso con lui la serata di domenica 9 ottobre. Il titolare del bar dove lavorava in un’intervista alla testata veneziana ha riferito che «Mastromatteo, anche se non era di turno, si era presentato al bar Verde per brindare con i colleghi e gli amici per festeggiare uno di loro che se andava in vacanza il giorno appresso. Quindi, si era avviato verso San Zaccaria con alcuni di loro per raggiungere il battello. Nessuno però, lo ha visto salire perché gli altri dovevano prendere un mezzo che andava in un’altra direzione». Esclusa dunque, almeno per ora, l’ipotesi di un’aggressione, resta in piedi quella di un incidente magari causato da un mancamento, da un malore che ha colpito il barman.

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