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PISTICCI – Strutture abusive nel tratto costiero del metapontino.
Opere, per lo più, divenute abusive dopo la scadenza di termini autorizzativi ritenuti perentori, sui litorali di alcuni dei sei comuni rivieraschi che si affacciano sul mar Jonio lucano.
Opere da rimuovere e invece ancora insistenti sugli arenili. L’operazione di sequestro è stata condotta dalla Guardia costiera, dal gruppo operativo che ha sede a Policoro, alla cui guida c’è il comandante Fabio Mitidieri.
L’attività di controllo è durata alcune settimane ed alla fine sono saltate fuori sette situazioni di irregolarità nelle marine di Pisticci, Policoro e Nova Siri, a cui ha fatto seguito il deferimento dei rispettivi titolari delle strutture all’autorità giudiziaria di Matera. Obiettivo dell’intesa attività di controllo era la “tutela e difesa dell’ambiente costiero” e la “prevenzione e contrasto di eventuali abusi in materia demaniale marittima”, come la stessa Guardia costiera ha tenuto a precisare. I controlli preliminari sinora condotti, hanno permesso di accertare “reati di occupazione abusiva di pubblico Demanio, connessi ad altri reati di diversa natura con particolare attenzione agli urbanistico-edilizi e paesaggistici”. Gli accertamenti hanno riguardato diversi soggetti, in particolare “titolari di stabilimenti balneari”. La Guardia costiera ha ritenuto di dover contestare “reati di occupazione abusiva di pubblico demanio, connessi ad altri reati di diversa natura con particolare attenzione agli urbanistico-edilizi e paesaggistici”. In buona sostanza, gli uomini del comandante Mitidieri hanno controllato quelle strutture ancora presenti sulla spiaggia. «Nonostante i divieti ed i termini imposti dagli atti autorizzativi, laddove rinvenuti esistenti –spiegano dalla Guardia costiera- alcuni titolari di stabilimenti balneari e di altre attività commerciali, hanno omesso di rimuovere, a termine della passata stagione estiva, le proprie strutture impiantate, continuando a farle permanere, contra legem, sugli arenili».
Al termine dei controlli sono state individuate e poste sotto sequestro sette strutture nei Comuni di Pisticci, Policoro e Nova Siri i cui titolari sono stati tutti deferiti all’Autorità giudiziaria di Matera. Controlli di questo tipo non rappresentano una novità per l’organo chiamato a vigilare sul mare e sulle spiagge. L’argomento, peraltro, è sempre attuale quando si parla di costa jonica lucana perché, nelle more di un Piano dei lidi perennemente rinviato, in alcuni tratti di costa si continua a procedere con autorizzazioni stagionali che costringono i gestori delle concessioni a continui tour de force, entro tempistiche di pochi mesi e nell’alveo di una senso di precarietà che non giova certo alla qualità dell’offerta turistica. I costi di questo via vai sono tali che qualcuno potrebbe preferire correre il rischio di incappare in una sanzione.
Questo quadro non giova né all’operatore, né alla spiaggia. In relazione ad interventi similari condotti in passato, emerge comunque che «la grande maggioranza dei concessionari di strutture dedicate a servizi turistico-balneari, operanti lungo le spiagge della costa jonico-lucana, provvedono a rimuovere le strutture entro i termini stabiliti dagli atti autorizzativi, in completa osservanza delle prescrizioni di legge. Anche rispetto alle verifiche eseguite negli anni passati, il numero delle strutture non rimosse a termine della stagione balneare ha registrato una considerevole riduzione, testimonianza di una più efficace azione di sensibilizzazione e prevenzione sulla problematica».
Stando ai rapporti della Guardia costiera, insomma, le violazioni sono in diminuzione, ma un’assunzione di responsabilità seria sulle politiche turistiche nella costa jonica lucana risulterebbe probabilmente risolutiva con benefici per l’ambiente costiero, a patto di fare un piano autenticamente rispettoso di questo tipo di esigenze, e per gli stessi operatori, che vanno messi nelle condizioni di uscire dalle dinamiche della stagionalità e dalle limitazioni che essa comporta.

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