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19 DIC – Per i sindacati è necessaria l’apertura di un tavolo di confronto per “superare le disuguaglianze esistenti nei trattamenti salariali tra i dipendenti Eni e quelli delle aziende dell’indotto e riprendere la trattativa sugli investimenti in materia di ambiente e salute dei lavoratori”: è quanto chiesto da Cgil, Cisl e Uil ai responsabili del contratto di sito Eni-Val d’Agri.
“Continuano a riscontrarsi – è scritto in una nota congiunta – rilevanti differenze di trattamento che vedono i lavoratori delle aziende dell’indotto subire condizioni diverse e peggiorative rispetto ai lavoratori alle dipendenze dirette dell’Eni. In particolare ai lavoratori dell’indotto non viene riconosciuto il premio di produzione legato ai risultati che essi contribuiscono a realizzare, nonchè l’indennità per disagiata sede, i buoni pasto e la reperibilità”.
Cgil Cisl Uil, “con le proprie federazioni dei meccanici, chimici, edili e servizi”, hanno quindi chiesto che “a tutti i lavoratori dell’indotto Eni in Val d’Agri siano garantiti: la stabilizzazione dei contratti di lavoro a tempo determinato; l’omogeneizzazione degli strumenti di protezione e prevenzione della salute con i lavoratori dell’Eni; l’equiparazione delle condizioni salariali con i dipendenti Eni di Viggiano attraverso la comparazione dei trattamenti economici aggiuntivi”. (ANSA).

Per i sindacati è necessaria l’apertura di un tavolo di confronto per «superare le disuguaglianze esistenti nei trattamenti salariali tra i dipendenti Eni e quelli delle aziende dell’indotto e riprendere la trattativa sugli investimenti in materia di ambiente e salute dei lavoratori»: è quanto chiesto da Cgil, Cisl e Uil ai responsabili del contratto di sito Eni-Val d’Agri.

«Continuano a riscontrarsi – è scritto in una nota congiunta dei rappresentanti sindacali – rilevanti differenze di trattamento che vedono i lavoratori delle aziende dell’indotto subire condizioni diverse e peggiorative rispetto ai lavoratori alle dipendenze dirette dell’Eni. In particolare ai lavoratori dell’indotto non viene riconosciuto il premio di produzione legato ai risultati che essi contribuiscono a realizzare, nonchè l’indennità per disagiata sede, i buoni pasto e la reperibilità».

Cgil Cisl Uil, «con le proprie federazioni dei meccanici, chimici, edili e servizi», hanno quindi chiesto che «a tutti i lavoratori dell’indotto Eni in Val d’Agri siano garantiti: la stabilizzazione dei contratti di lavoro a tempo determinato; l’omogeneizzazione degli strumenti di protezione e prevenzione della salute con i lavoratori dell’Eni; l’equiparazione delle condizioni salariali con i dipendenti Eni di Viggiano attraverso la comparazione dei trattamenti economici aggiuntivi». 

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