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NOTE e versi contro le trivellazioni: martedì 25 agosto, all’interno della VII edizione del Festival “Il Federiciano”, il tratto calabrese del golfo di Taranto sarà il proscenio naturale di una manifestazione ideata a tutela del territorio minacciato dalle trivelle petrolifere. «Rispettiamo la Magna Grecia» è il titolo dato al raduno di poeti sul lungomare di Rocca Imperiale (Cs) in difesa del Mar Jonio. L’appuntamento è per le 17. Dopo la lettura pubblica – in cui saranno presenti anche l’editore Giuseppe Aletti (originario proprio del borgo federiciano dell’Alto Jonio cosentino ed editore a Guidonia oltre che promotore del festival), il sindaco di Rocca Imperiale Giuseppe Ranù ed altre autorità – la straordinaria musica al pianoforte del jazzista Claudio Cojaniz (l’inizio è previsto per le 19) accompagnerà i presenti fino al tramonto. L’artista eseguirà, sulla spiaggia di Rocca Imperiale, il suo repertorio “African and stride piano” con temi originali, che rimandano a nenie, danze e preghiere negli stilemi tipici della complessità africana.
«Il mar Jonio, il cui nome molti studiosi fanno risalire alla parola «jonë» che in albanese significa «nostro» e quindi sta per «Mare nostro», ritorna al suo significato originario di bene che ci appartiene – spiegano i promotori – e sarà al centro dell’incontro che si terrà martedì prossimo sul lungomare di Rocca Imperiale, dove da anni poeti provenienti dalle coste joniche, della Calabria in primis, ma anche della Basilicata, della Puglia e della Sicilia, si incontreranno a partire dal pomeriggio per declamare i propri versi durante la manifestazione nata in difesa del mare che è stato culla della Magna Graecia e che ora è minacciato dalle trivelle petrolifere. Una serata in cui la cultura si mobilita a favore del proprio territorio».
Sarà un’occasione di incontro, uno scambio di sensibilità, che testimonia come la poesia possa farsi strumento di coinvolgimento delle coscienze e di educazione alla bellezza: saranno senza dubbio molti i lucani che decideranno di partecipare a una forma di protesta alquanto inedita. Dopo la declamazione dei versi, in simbolo di pace, fratellanza e coesistenza di culture differenti, saranno accese e liberate in volo delle lanterne che, come tante piccole fiammelle, tracciano una via. Suggestioni di luci nel cielo, come le lucciole della nota poesia di Lawrence Ferlinghetti pubblicata su una stele nel centro storico di Rocca Imperiale «Il Paese della Poesia», che ospita anche altre poesie di autori noti del mondo della cultura insieme a quelle dei vincitori del concorso «Il Federiciano», in programma da domani a domenica 30. Tra gli ospiti Mogol e Omar Pedrini. 

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