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«DITA incrociate». Paolo Verri chiude così la telefonata mentre è a Brescia.

Ventiquattro ore dopo l’audizione al Ministero per i Beni culturali per illustrare le ragioni per cui Matera vuol diventare Capitale europea della Cultura nel 2019, «I polsi tremano ancora – ammette – aspettiamo con grande speranza. Ieri la commissione si è dimostrata molto preparata sul nostro dossier e questo ci ha colpito molto. C’è estrema fiducia, ma non possiamo pensare di poter già stappare lo spumante. Dopo di noi sono state ascoltate città come Ravenna, Urbino, Siena, domani (oggi per chi legge, ndr.) toccherà a Venezia e non possiamo dare nulla per scontato. Da un lato, non lo possiamo nascondere, siamo stati molto onorati dall’attenzione della commissione, ma dall’altra parte c’è una sfida durissima in corso. Siamo in trepida attesa e scopriremo domani (oggi) se i nostri auspici sono andati in porto».

Pochi minuti dopo la conclusione dell’audizione, Paolo Verri non aveva nascosto la forte emozione che lo aveva portato alle lacrime al termine del colloquio quando il presidente Green aveva voluto ringraziare tramite la delegazione materana presente, tutti coloro che in città si erano adoperati per questa candidatura.

«C’è ancora tanta tensione – ammette ancora – perchè tutte le città hanno fatto un ottimo lavoro, sono tante, forti, ha lavorato bene anche chi ha fatto il lavoro all’ultimo minuto.

Per questo non commettiamo l’errore di sentirci  vincitori già adesso».

La commissione del Mibac, oggi, deciderà la rosa di 5 o 6 città che proseguirà nella short list la corsa verso la candidatura finale, nel 2014.

Ad attendere la conclusione dell’audizione, mercoledì a Palazzo Lanfranchi, c’erano gli studenti di alcune scuole materane, gli operatori del settore, esponenti dell’associazionismo, semplici cittadini che durante la maratona televisiva di Trm hanno potuto seguire i momenti più significativi dell’appuntamento romano.

a.ciervo@luedi.it

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