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POTENZA – Se la Basilicata non è ancora in grado d’offrire ai diversamente abili e alle loro famiglie un’alternativa alla cosiddetta “vita d’istituto”, un progetto attivo in provincia di Potenza da gennaio scorso, e la cui fase sperimentale terminerà a dicembre 2016, dimostra che l’alternativa c’è.
Ed è, per molti versi, più efficace ed economica della soluzione in auge. Si chiama “Le chiavi di casa” questa alternativa, ed è un progetto presentato ieri dalla sua coordinatrice Roberta Maulà.
L’iniziativa, ha spiegato Maulà, «consiste in un articolato programma di esperienze di residenzialità breve, finalizzato ad avviare le persone con disabilità verso un’autonomia abitativa indipendente e in un’offerta di sostegno ai genitori per favorire il processo di separazione dai figli divenuti adulti».
Il progetto rappresenta l’evoluzione delle attività che le associazioni aderenti alla rete (Aipd, Crescere insieme, H-lettera muta, Peter Pan, SOLArMente onsul, Zia Lisa e Fondazione Avisper) hanno svolto finora a favore di un gruppo di maggiorenni diversamente abili «attraverso una formazione condotta da educatori specificamente preparati e supportati da volontari».
I fruitori del programma hanno acquisito, nel tempo, conoscenze ed abilità utili nella vita sociale quotidiana, in ordine alle aree della «comunicazione, dell’orientamento, dell’uso del denaro e dei negozi».
Se gli obiettivi generali di “Le chiavi di casa”, ha spiegato Maulè, «sono rendere le famiglie più consapevoli delle capacità dei propri figli e facilitare i processi di separazione, sperimentare un modello di residenzialità per favorire la sicurezza dentro e fuori lo spazio abitativo e facilitare la gestione della vita domestica, trasferibili in altri contesti di natura pubblica o privata, individuare una nuova possibile risposta alla questione del “dopo di noi” sulla base delle osservazioni effettuate durante l’evoluzione del progetto e dei risultati finali, valorizzare le potenzialità delle persone con disabilità riducendo gradualmente gli interventi assistenziali e arricchire la formazione degli operatori con nuove competenze di tipo relazionale; lo scopo ultimo è invece quello di sperimentare una valida alternativa all’istituzionalizzazione» .
Dall’inizio del progetto a oggi sono 20 i giovani che hanno usufruito delle sue opportunità. Diventeranno 24 a partire da settembre prossimo, quando cioè all’appartamento potentino disponibile attualmente per le attività si aggiungerà un secondo appartamento a Melfi.
Il progetto, finanziato dalla “Fondazione con il sud”, mira insomma «a rendere autenticamente protagonisti e responsabili i giovani con disabilità; la sfida per le persone che abiteranno le case ed hanno già raggiunto un buon livello di autonomia indispensabili per la vita indipendente, è quella di dimostrare che sia possibile una vita autonoma con una riduzione considerevole del bisogno di assistenza».
«Nucleo centrale del progetto -ha concluso la sua coordinatrice – sono i week-end, in cui i giovani, organizzati in piccoli gruppi guidati da un educatore, imparano a pianificare tempi, spazi e risorse per gestire la vita domestica quotidiana, in una casa nuova diversa da quella di famiglia e in assenza dei familiari, ma anche a svolgere attività esterne, accompagnati da un educatore e più volontari, e ad integrarsi nella comunità in cui svolgono l’attività nel tempo libero».
Durante la durata del progetto, inoltre, i partecipanti, a turno, inviteranno a cena diversi esponenti del mondo della politica, dello sport e del giornalismo, per rendersi protagonisti del loro percorso emancipativo. Saranno loro stessi a organizzare l’evento occupandosi degli inviti, della preparazione della cena, della sistemazione della tavola e dell’ospitalità “da buoni padroni di casa.”
Il progetto prevede infine momenti di supporto attraverso 3 sportelli informativi e di ascolto a sfondo “psicologico, legale e di universal design.”
Per usufruire di questi servizi è necessario un appuntamento telefonico con gli stessi sportelli ubicati presso la sede dell’Avisper in via Giovanni XIII, 59 a Potenza. Numeri di telefono di riferimento sono nell’ordine il 3492813097 (dottoressa Latorre), 3339648255 (avvocato Bochicchio), 3384742950 (architetto Mastrolorenzo).

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