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RIONERO IN VULTURE – E’ una delle opere incompiute della nostra regione. Non è la più grande, ma nemmeno la più piccola. Alla fine degli anni ‘90 doveva essere terminata per soddisfare il palato degli appassionati della carabina. Invece l’imponente struttura è rimasta lì alla mercè del degrado e dell’ abbandono. Ad accendere nuovamente i riflettori sul poligono di tiro situato in località “Serro del Castagno” (su una superficie di circa un ettaro) è stato il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Potenza.

I militari della Tenenza di Rionero in Vulture hanno ultimato accertamenti concernenti le varie fasi di realizzazione dell’opera pubblica eseguita dal Comune alla fine degli anni ’90.

La vicenda parte da tempi così remoti che il finanziamento inziale era in lire, con un mutuo di quasi 800 milioni del vecchio conio, concesso dalla Cassa Depositi e Prestiti di Roma, a totale carico del Ministero del Turismo. Tuttavia, una volta terminata la realizzazione nel 1999, non sono mai state eseguite le opere accessorie che avrebbero permesso l’utilizzo del poligono, quali gli allacci ai servizi, la costruzione di una strada di accesso, l’acquisto di arredi e attrezzature.

Il mancato completamento di queste opere ha così vanificato l’originaria spesa impegnata e sostenuta per la costruzione della struttura, per un valore pari a 405.418,67 euro che, piegano i finanzieri in una nota «non ha, quindi, espresso alcun potenziale di utilità per la comunità cui era destinata in beneficio. Le giunte comunali, già dal 1999 infatti, avrebbero dovuto assicurare la prosecuzione dei lavori intrapresi dalle giunte precedenti, e consentire, così, la fruizione dell’opera». Abbandonato da più di un decennio, l’impianto è invaso da cespugli ed erbacce; inoltre nel corso degli anni si sono verificati anche episodi di danneggiamento ed asportazione di materiali.

A conclusione dell’attività i finanzieri hanno proceduto a segnalare i fatti alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Potenza per lo sviluppo dei profili connessi al danno erariale e alle eventuali responsabilità personali in capo agli amministratori pro tempore.

«La Guardia di Finanza, – conclude la nota – nel solco delle direttive già da tempo stabilite a livello nazionale, rivolge specifica attenzione, accanto alle attività ispettive di natura tributaria sul fronte della tutela delle entrate, ai fenomeni di sperpero di denaro pubblico, settore questo, per il quale al pari del primo, la collaborazione dei cittadini attraverso segnalazioni e alerts costituisce una risorsa di sicuro rilievo».

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