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POTENZA – È inutile nasconderselo. I potentini preferiscono rifonderci anche 30 euro di benzina e andare a fare shopping a Salerno piuttosto che acquistare in città.

E ti danno anche la motivazione: «Si risparmia, hai più possibilità di scegliere e in più se ne hai voglia dopo lo shopping ti godi anche la movida salernitana o semplicemente ti mangi una pizza e ti gusti una birra e poi te ne torni a casa».

E a conti fatti «avrai comunque risparmiato» anche in questa prima domenica di saldi.

Prima domenica di saldi che, come annunciato dal presidente dei “Commercianti del centro storico”, Giancarlo Fusco, doveva essere all’insegna del “tutti i negozi aperti” – anche quelli che si trovano in altre zone della città – come se fosse un giorno feriale.

Ma in realtà così non è stato. Tanti i potentini che ieri sono usciti di casa con l’obiettivo di acquistare qualcosa e che, invece, hanno dovuto tornare sui propri passi perché molti esercizi commerciali – esempio via del Gallitello – erano chiusi.

E nessuno potrà obiettare loro “sì ma in via Pretoria molti erano aperti” perché i cittadini saranno pur liberi di scegliere dove andare e dove non andare a spendere i propri soldi.

Quindi quanti hanno optato per i negozi che non si trovano lungo via Pretoria quella che, nelle intenzioni, voleva essere una domenica da dedicare agli acquisti è stata una domenica come le altre con l’aggravante che ha avvalorato ulteriormente la loro convinzione: «meglio andare a Salerno o nei centro commerciali che si trovano a Battipaglia piuttosto che a Potecagnano che comprare qualche cosa nella nostra città».

Ché poi «diciamocelo onestamente: la stessa maglia che a Potenza compri a   50 euro altrove la paghi anche 10 euro in meno». Ed ecco che risparmiando 10 euro su una maglia, magari 5 su un pantalone e qualche altro euro sulle scarpe piuttosto che sulla borsa «sei rientrato dei soldi che hai utilizzato per fare benzina».

Poi ci sono anche i potentini che ieri in via Pretoria un giro se lo sono fatto. Non tutte le saracinesche erano alzate ma una buona parte dei negozi erano aperti. C’è chi oltre allo “struscio” ha buttato un occhio alle vetrine ed è entrato per misurare qualcosa – molti non hanno poi acquistato il capo – e chi, invece, qualche acquisto l’ha fatto «perché quel vestito mi piaceva, il prezzo era conveniente e quindi non mi sono fatta sfuggire l’affare».

al.g.

a.giammaria@luedi.it

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