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Intervista al direttore generale Achille Gentile: «Questa inchiesta darà una scossa a tutto il management dell’ospedale»

COSENZA – Nessun contraccolpo per l’utenza del nosocomio Annunziata di Cosenza. Nonostante il sequestro disposto dalla Procura della Repubblica di sette sale operatorie (LEGGI), l’attività chirurgica non conoscerà soste.

Ce lo conferma il direttore generale dell’azienda ospedaliera, Achille Gentile, al termine dell’ufficio di direzione dell’azienda.

«La nostra attività chirurgica non avrà interruzioni, anche se non abbiamo intenzione di utilizzare le sale operatorie poste sotto sequestro fin quando non saremo nelle condizioni di rispettare tutte le prescrizioni della Procura della Repubblica».

Quante sono le sale operatorie dell’Annunziata?

«Sono sedici, comprese quelle del Mariano Santo. Noi riusciremo a far fronte alla nostra attività chiedendo qualche sforzo al nostro personale medico. Abbiamo deciso di allungare i turni di attività delle sale fino alle 20. I piccoli interventi verranno effettuati a Rogliano, mentre utilizzeremo il Mariano Santo per l’oculistica».

Ma si aspettava il sequestro delle sale operatorie di Chirurgia e Ortopedia?

«All’atto del mio insediamento era già stata prevista e avviata la loro ristrutturazione, solo differita per evitare i disagi all’utenza derivanti dalla loro chiusura, dal momento che erano programmate e avviate a realizzazione le due sale operatorie afferenti all’ampliamento del DEA. Quel Dipartimento dell’emergenza e accettazione attrezzato di due magnifiche sale operatorie per le quali era già stata definita la procedura di evidenza pubblica».

E poi cosa è successo?

«C’è stato il blocco del cantiere, a causa del coinvolgimento della azienda aggiudicataria nello scandalo “Roma Capitale”. Un problema da me risolto attraverso un assiduo e costante rapporto dialettico con la Magistratura romana, alla quale ho prodotto apposita istanza, opportunamente condivisa, di riapertura del cantiere a cura del Commissario giudiziale. Chiudere sei sale operatorie a fronte di nulla avrebbe costituito un handicap eccessivo per l’utenza provinciale, peraltro riconosciuto dai più recenti provvedimenti della Procura che, nonostante l’intervenuto sequestro, ha reso le stesse chirurgicamente frequentabili. La nuova ditta a breve inizierà i lavori per realizzare due nuove sale operatorie di ortopedia che saranno a disposizione dell’utenza credo entro marzo».

Le posso fare una provocazione?

«Prego»

Come mai non è stato sequestrato tutto l’ospedale? Visto dal di fuori tutto il plesso centrale, risalente agli anni ‘30, pare fuori norma. Secondo lei qual è l’obiettivo della Procura?

«La Procura della Repubblica fa il suo dovere; rileva ciò che è rilevabile e che, francamente, è stato rilevato all’atto del mio insediamento, cui hanno fatto seguito i rimedi possibili ad un manager in compatibilità con le risorse disponibili che sono, invero, troppo limitate. Vede, le condizioni della Azienda Ospedaliera di Cosenza sono ben note a tutti da sempre. Il problema è che negli anni se ne è tanto parlato ma si è investito e prodotto poco. Occorrono impegno politico e disponibilità di finanze da destinare a quell’ammodernamento disatteso per decenni, nelle more di costruzione del nuovo Ospedale, indispensabile per poter mettere a regime i 705 posti letto riconosciuti dalla Regione. Detto questo sono contento dell’inchiesta perchè ha dato anche una scossa di adrenalina al management».

Quindi, un problema di strutture fatiscenti, risorse che mancano o anche di governance?

«Certamente, i presidi afferenti all’Azienda Ospedaliera di Cosenza non sono dei migliori sul piano strutturale. Risale agli anni che furono, con tutti i problemi al seguito, ivi compreso il rischio sismico che i loro manufatti presentano. I lavori i di ammodernamento che stiamo facendo tengono conto anche questo aspetto. Il DEA avrà la caratteristica della migliore antisismicità, oltre che di una funzionalità che difficilmente trova eguali nel Mezzogiorno».

E sulle tecnologie com’è la situazione?

«Stessa cosa potrebbe dirsi per le tecnologie, vetuste e obsolete per anni. Stiamo procedendo a rinnovarle, riuscendo finalmente a portare, tra l’altro, a Cosenza la PET, che costituisce la diagnostica per immagini cui è legato un consistente peso della emigrazione sanitaria. E’ stato inoltre già pubblicato l’avviso per il nuovo acceleratore lineare e la terza sala emodinamica. Sono stati comprati numerosi ecografi e altre attrezzature ed arredi. E’ in programmazione per il 2017 l’acquisto di una risonanza e l’avvio della chirurgia robotica. E’ stato inoltre sbloccato il cantiere del Presidio del Mariano Santo , dove dovrà sorgere il Polo Onco-ematologico. Ed inoltre abbiamo già ristrutturato le UOC di Neurochirurgia e Gastroenterologia e Geriatria. Sono previste anche le ristrutturazioni delle restanti UOC. In relazione alla governance, l’unica cosa che posso dire è che ce la sto mettendo tutta e, con me, il direttore sanitario e il direttore amministrativo. Tenuto conto degli ultimi accadimenti, ho deciso di mantenere in convocazione perenne l’Ufficio di Direzione, per far sì che vengano monitorati quotidianamente e collegialmente gli eventuali deficit di funzionamento e vengano suggerite le migliori soluzioni, immediate e definitive, nonché manutenuto l’atto aziendale».

Quindi che bilancio fa della sua gestione? Pensa di essere riuscito a dare uno scossone?

«Se si riferisce alle 44 procedure concorsuali concluse e alla stabilizzazione puntuale del personale, lo scossone c’è stato. Così come abbiamo fatto tutto il possibile per sensibilizzare tutto il personale alla massima collaborazione, peraltro dallo stesso garantita senza limiti di orario per assicurare agli utenti i servizi necessari. Lo stabilimento dell’Annunziata assume un importante ruolo centripeto nell’assistenza provinciale e non solo. Vi convergono, in massa, gli abitanti di 155 comuni, ai quali l’Azienda Ospedaliera riesce a dare un risultato complessivamente accettabile, non disdegnando erogazioni di eccellenza. L’Azienda ha attivato alcune specialità mediche che garantiscono assistenza a tutta la Regione».

E nell’immediato cosa farà?

«Cosa faremo? Per intanto, accelereremo i percorsi di ristrutturazione e di riammodernamento della struttura e definiremo nel più breve tempo possibile i concorsi per i “primari”, per il mese di dicembre saranno nominati altri cinque dirigenti di secondo livello, senza i quali sarà difficile andare avanti nel processo qualitativo dell’offerta».

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