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«INIZIA l’anno decisivo, ora capiremo se l’investimento che abbiamo fatto va, come penso nella direzione giusta».

Paolo Verri parla del 2014 che per il direttore del Comitato Matera 2019 sarà l’anno più importante, quello del responso sulla nuova capitale italiana della cultura.

Un percorso destinato a proseguire e ad entrare nel vivo.

«Per noi il 2013 è stato un anno esaltante ed irripetibile al tempo stesso nel quale abbiamo avuto importanti risultati in termini di partecipazione, il brand di Matera si è affermato, ci siamo confermati città affidabile e piena, come ho visto, di molta gente che arriva anche da lontano.

Il 2014 ora dovrà confermare se questi sforzi vanno nella giusta direzione.

La sensazione che ho, è che l’investimento è stato fatto bene e ora vedremo come indirizzarlo.

Se le cose andranno bene ed allora il nostro investimento si moltiplicherà al massimo e darà i frutti maggiori.

Altrimenti comunque raccoglieremo dei frutti su un investimenti che resta di lunga durata. Abbiamo un’esigenza che è soprattutto quella di cominciare a fare dei progetti che possano durare e portarci fino al 2020.

Se ce la facciamo» continua ancora Verri, «dovremo non deludere la nuova consapevolezza che è nata verso questo obiettivo. Io credo che con questi progetti che possiamo avere in cantiere dovremo comunque costruire un programma che guarda avanti».

L’impegno che in questi mesi dovrà essere portato avanti è proprio quello di riuscire a creare un percorso concreto che possa andare anche oltre la semplice decisione della commissione europea.

La consapevolezza, insomma, che una sola sarà la capitale della cultura ma al contempo che la città di Matera dovrà provare ad avviare comunque un proprio percorso di crescita a prescindere dal risultato della candidatura.

Per non perdere l’effetto positivo che si è creato in questi mesi in termini di attenzione e per darsi comunque ed ancora un obiettivo importante in prospettiva futura.

«E’ anche per questo che una delle prime scelte che andremo a fare, così come ci viene chiesto dalla commissione europea è quello del nuovo direttore artistico che dovrà aiutarci a costruire una serie di progetti culturali ed un programma da presentare alla commissione europea. Per sceglierlo faremo, come sempre fatto finora, un bando. Sarà un testimonial? Non credo, penso più ad un manager della cultura così come viene suggerito dalla commissione europea».

Quanto al giudizio che la stessa commissione ha dato proprio in questi giorni sulle città candiate Verri dice: «mi ha fatto molto piacere veder sottolineato come Matera è stata la prima città ad impegnarsi per Italia 2019 così come il fatto che è stato percepito al meglio il valore di un progetto come quello di Unmonastery che è stato portato  come modello anche in prospettiva futuro».

Ora Verri sottolinea come sia arrivato il momento per la città di «alzare l’asticella per far diventare permanente l’investimento che abbiamo fatto.

Ho accolto con una certa soddisfazione la decisione del presidente Pittella di tenere per sè deleghe importanti come quelle a turismo e cultura perchè dimostra come la sfida che abbiamo intrapreso sia condivisa ai massimi livello anche a livello regionale.

Continua a valere la mia più classica convinzione: se si perde sarà colpa mia, se si vince sarà merito di tutti, di chi ha voluto puntare su cultura e turismo per lo sviluppo, la creatività del sistema Basilicata».

Infine una valutazione sulle avversarie in questa corsa dei prossimi nove mesi. «A giudicare dai giudizi della commissione quella che ha ottenuto, a sorpresa, la migliore valutazione mi pare Cagliari e dietro vedo Ravenna, Siena, Lecce e Perugia. Matera? Direi che noi siamo nel mezzo di questa graduatoria, direi al fianco di Siena. Ci aspetta un lungo percorso in queste settimana».

Ma Verri non ha riti scaramantici a cui affidarsi, anzi in verità uno c’è: «è il numero diciannove, tutto ruoterà in questi mesi attorno a questo numero. Anche se vado in aereo cerco di ritrovarmi alla fila 19, è un obiettivo ricorrente che credo possa portare bene».

Di certo la corsa per Matera entra nel vivo, saranno settimane e mesi intensi prima di arrivare in autunno al responso decisivo. Ma la città dei Sassi e le valutazioni espresse confermano a chiare lettere che Matera è in piena corsa, per qualcuno (così come abbiamo letto in questi giorni sull’Eco di Bergamo, ndr) addirittura la grande favorita. Un incoraggiamento garantito per una corsa che è all’ultima curva. Quella decisiva.

p.quarto@luedi.it

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