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«La scrivente Direzione non ha stipulato alcun contratto per l’effettuazione di tamponi molecolari, né con la Fondazione Ebris di Salerno né con altre società all’uopo destinate». Così Antonio Postiglione, direttore generale per la Tutela della salute della Regione Campania, risponde ad una richiesta di accesso agli atti, formulata dalla consigliera regionale Maria Muscarà del M5S.
«Si tinge di giallo la vicenda dei tamponi molecolari effettuati dalla Fondazione Ebris su un campione di platea scolastica del solo comprensorio di Salerno – afferma Muscarà-. Dai dati emersi nel corso dell’audizione della Commissione Trasparenza del Comune di Salerno con la dirigente della Pubblica Istruzione, era emersa un’incidenza minima del contagio in un periodo in cui le scuole di ogni ordine e grado sono rimaste aperte. Se è vero, però, che Ebris avrebbe beneficiato di un contributo della Regione Campania, non è chiaro perché lo studio si sia concentrato nel solo feudo del governatore. Se risultati dello stesso tipo fossero emersi anche dalle altre provincie, sarebbe stata ripensata ogni decisione futura circa il ricorso alla didattica a distanza per gli studenti della Campania. Ma non è dato sapere neppure quali e quanti fondi la Regione abbia versato a Ebris, tra i cui consiglieri annovera Enrico Coscioni, uomo tra più fidati della ristretta corte di De Luca, primario di una delle due cardiochirurgie al Ruggi di Salerno, consigliere alla Sanità del governatore e presidente di Agenas, ovvero la stessa agenzia che valuta l’efficienza dei sistemi sanitari regionali». L’esponente pentastellata prende atto che «a una mia espressa richiesta di accesso agli atti, inoltrata al direttore generale regionale Tutela per la Salute, la risposta è che non sarebbe stato stipulato alcun contratto né con la Ebris né con altre società per l’effettuazione dei tamponi molecolari». Quindi annuncia un’interrogazione sulla vicenda. «Atteso che dal Comune di Salerno, per ammissione dei dirigenti, non è stato sborsato un solo centesimo e che la Fondazione in questione gode di finanziamenti regionali e che, nei mesi scorsi, avrebbe beneficiato di un contributo pari a 300mila euro, sarebbe opportuno – chiede la consigliera regionale – capire che tipo di rapporto intercorra tra la Regione Campania e la Fondazione in questione e se non sussistano elementi di incompatibilità nel finanziare un ente privato uno dei cui membri dello staff è un consigliere delegato del presidente della giunta regionale».

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