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In “No Via” l’inviato di Raiuno parla anche di politica e tradizioni attraverso personaggi che delineano il quadro completo di un’intera regione

ARRIVA a Montecitorio il romanzo “No Via” dell’inviato di Raiuno Giuseppe Di Tommaso: oggi pomeriggio è stato presentato alla Camera dei Deputati. Il libro (edito da Herkules Books, 164 pp.) è un thriller ambientale con una trama centrata sugli interessi petroliferi in Basilicata. Il deputato lucano Cosimo Latronico (Conservatori e Riformisti), della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, era all’incontro moderato dalla giornalista del Tg2 Manuela Moreno, che ha intervistato l’autore del libro.
La trama si muove attraverso luoghi, personaggi e riti della Basilicata più e meno nota, non solo quella legata alle estrazioni di oro nero. Potenza (festa di San Gerardo). Isolati in cerca d’amore, due giovai studenti vengono aggrediti da un branco. Violentano lei e massacrano di botte lui uccidendolo. Matera (festa della Madonna della Bruna). Paolo sta tornando a casa dopo aver festeggiato con i suoi amici. In un vicolo del centro storico, viene pugnalato durante una colluttazione. Dopo una lunga agonia, muore dissanguato. Parco della Grancia (La storia bandita). Dopo aver assistito al cine-spettacolo che ripropone la vita del brigante lucano Carmine Crocco, Vincenzo e Chiara vengono speronati da un Suv che li fa precipitare in un burrone. L’impatto al suolo è mortale. Basilicata e dintorni. Mauro è un ingegnerie ambientale. Dopo la morte del padre, decide di tornare in Basilicata per far compagnia alla madre rimasta ormai da sola. La sua ragazza Jessica, milanese doc, fa fatica ad ambientarsi a Viggiano, paese della Val d’Agri, dove la Sopep, una società dedita all’estrazione di petrolio, dispensa posti di lavoro e royalties in cambio del silenzio. Roberto, amico d’infanzia di Mauro, eletto consigliere regionale grazie all’appoggio del padre, lo raccomanda alla Era per un posto di lavoro che ottiene senza alcuna fatica. Una moria di carpe, verificatasi nel lago del Pertusillo, scatena l’ira di Gianfranco, presidente della Laab che da anni si batte contro la Sopep, colpevole a suo avviso di disastro ambientale e fautrice della scomparsa di un fascicolo denominato No V.I.A. …

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