Salta al contenuto principale

Nel filone di Bari
indagato De Vezze del Matera

Basilicata

Tempo di lettura: 
3 minuti 24 secondi
C’è anche il centrocampista del Matera Daniele De Vezze tra i destinatari di uno dei tre distinti avvisi di conclusione delle indagini a carico di 36 persone - tra cui 27 calciatori in attività ed ex calciatori - notificati in tutta Italia dai carabinieri di Bari al termine di diversi filoni d'indagine sul calcioscommessse della procura pugliese. Il reato contestato agli atleti è il concorso in frode sportiva. 
Nel primo avviso di fine indagine, nel quale compaiono i nomi di 27 calciatori, viene contestato il reato di concorso in frode sportiva in relazione a due partite di Serie B ritenute truccate: si tratta di Bari-Treviso del 10 maggio 2008 (0-1) e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009 (3-2). Gli incontri - secondo l'accusa - furono persi di proposito dai biancorossi pugliesi in cambio di danaro. 
Nella lista dei destinatari di questo primo avviso di conclusione indagini c’è anche De Vezze, arrivato a Matera all’inizio del mese di dicembre 2012. Agli atleti (quasi tutti passato calcisticamente da Bari) viene contestato il reato di concorso in frode sportiva in relazione alle due presunte combine. Le due partite - secondo l'accusa - furono “vendute” dai biancorossi in cambio di 220mila euro complessivi. Per far vincere alla Salernitana la partita del maggio 2009, due calciatori e un dirigente della squadra campana - gli atleti Luca Fusco e Massimo Ganci (ex Bari) e il team manager Cosimo D'Angelo - avrebbero offerto 150mila euro a 16 calciatori del Bari, e al tuttofare dell’As Bari Angelo Iacovelli (accusato anche di favoreggiamento reale). I calciatori biancorossi che - secondo la pubblica accusa - avrebbero ricevuto il danaro, circa 7mila euro a testa, sono: Andrea Masiello, Cristin Stellini, Davide Lanzafame, Vitali Kutuzov, Marco Esposito, Nicola Santoni, Alessandro Parisi, Daniele De Vezze, Gianluca Galasso, Simone Bonomi, Francesco Caputo, Jean Francois Gillet, Corrado Colombo, Raffaele Bianco, Mark Edusei e Stefano Guberti. Secondo le indagini, Iacovelli avrebbe aiutato i calciatori a compiere il reato di frode sportiva ricevendo l'intera somma destinata ai calciatori e distribuendola in parti uguali.

C’è anche il centrocampista del Matera Daniele De Vezze tra i destinatari di uno dei tre distinti avvisi di conclusione delle indagini a carico di 36 persone - tra cui 27 calciatori in attività ed ex calciatori - notificati in tutta Italia dai carabinieri di Bari al termine di diversi filoni d'indagine sul calcioscommessse della procura pugliese. Il reato contestato agli atleti è il concorso in frode sportiva. Nel primo avviso di fine indagine, nel quale compaiono i nomi di 27 calciatori, viene contestato il reato di concorso in frode sportiva in relazione a due partite di Serie B ritenute truccate: si tratta di Bari-Treviso del 10 maggio 2008 (0-1) e Salernitana-Bari del 23 maggio 2009 (3-2). Gli incontri - secondo l'accusa - furono persi di proposito dai biancorossi pugliesi in cambio di danaro. Nella lista dei destinatari di questo primo avviso di conclusione indagini c’è anche De Vezze, arrivato a Matera all’inizio del mese di dicembre 2012. Agli atleti (quasi tutti passato calcisticamente da Bari) viene contestato il reato di concorso in frode sportiva in relazione alle due presunte combine. Le due partite - secondo l'accusa - furono “vendute” dai biancorossi in cambio di 220mila euro complessivi. Per far vincere alla Salernitana la partita del maggio 2009, due calciatori e un dirigente della squadra campana - gli atleti Luca Fusco e Massimo Ganci (ex Bari) e il team manager Cosimo D'Angelo - avrebbero offerto 150mila euro a 16 calciatori del Bari, e al tuttofare dell’As Bari Angelo Iacovelli (accusato anche di favoreggiamento reale). I calciatori biancorossi che - secondo la pubblica accusa - avrebbero ricevuto il danaro, circa 7mila euro a testa, sono: Andrea Masiello, Cristin Stellini, Davide Lanzafame, Vitali Kutuzov, Marco Esposito, Nicola Santoni, Alessandro Parisi, Daniele De Vezze, Gianluca Galasso, Simone Bonomi, Francesco Caputo, Jean Francois Gillet, Corrado Colombo, Raffaele Bianco, Mark Edusei e Stefano Guberti. Secondo le indagini, Iacovelli avrebbe aiutato i calciatori a compiere il reato di frode sportiva ricevendo l'intera somma destinata ai calciatori e distribuendola in parti uguali.

QdB - redazione web

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?