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Potenza, ecco cosa non va
Ma c'è tutto il tempo per migliorare

Basilicata

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C’E’ qualcosa che non va. Niente di allarmante, ma i primi 180’ di campionato hanno suggerito a Mimmo Giacomarro le priorità su cui intervenire. Il Potenza ha una sua identità di gioco e un organico di qualità medio-alta che lascia intravvedere ampi margini di miglioramento. L’importante è però riconoscere quali sono i segnali d’allarme emersi dopo le prestazioni altalenanti contro Bisceglie e Gelbison. Già domenica a Scafati (non ci sarà anticipo al sabato) bisognerà invertire la rotta per mettersi alle spalle l’inatteso scivolone di Picerno. E intanto la società si guarda intorno sul mercato degli svincolati. 

DIFESA Con il 3-5-2, modulo di riferimento, non è stato ancora trovato un assetto stabile per il reparto. L’unica certezza è il centrale Sicignano, nonostante sia ancora in ritardo di condizione. Akuku, classe 1996, ha grandi mezzi fisici ma sta faticando nel prendere le misure a un campionato diverso per intensità e pressioni rispetto al torneo Primavera, dove l’anno scorso ha fatto assai bene con la maglia della Reggina. Gli under, si sa, rappresentano fisiologicamente l’anello debole. E devono giocare per forza. Il problema nasce quando anche i grandi non danno garanzie: Melis è bravo di testa e in anticipo, ma soffre quando a puntarlo è un avversario brevilineo. E’ stato provato in tutte e tre le posizioni, dando la sensazione di potersi esprimere al meglio sul centrosinistra. Posillipo ha perso il posto dopo due prestazioni opache (a Francavilla in coppa e a Bisceglie). L’ex Marcianise scalpita dalla panchina, in cerca di riscatto. E poi c’è Lolaico, rimasto fino ad oggi dietro le quinte ma in risalita nelle gerarchie del tecnico siciliano: con la sua esperienza una mano può darla. 

CENTROCAMPO Non si è accesa ancora la luce di Josè Cianni. Giacomarro ha puntato molto sull’ex regista della Recanatese, chiamato a dare qualità al gioco. Cianni probabilmente sta soffrendo anche l’impatto con un girone diverso da quelli frequentati nelle ultime due stagioni: al Sud l’aspetto agonistico a volte prevale sulla qualità. Qualche perplessità anche su Barillari: l’esterno ex Crotone (95) non ha ancora il peso specifico per reggere da solo sulla fascia le due fasi. Ma qui torna il discorso sugli under. E’ una tassa da pagare e vanno comunque incoraggiati. Segno più sul taccuino per Catanese (pur se in debito d’ossigeno), Viola e Remo Basso. L’ex termolese, anche lui classe 1995, frequenta questo campionato già da due stagioni ed è sintonizzato sulle frequenze tattiche di Giacomarro.

ATTACCO Meglio Palumbo di Bartolini, ad oggi. Ma il romagnolo sconta ancora il problema muscolare che l’ha bloccato durante la preparazione, facendogli perdere importanti giorni di lavoro con i compagni. Gioca troppo spalle alla porta anche perché gli esterni non sono mai arrivati sul fondo. Non è solo colpa sua. Manca anche un cambio, l’attaccante da inserire a partita in corso per dare la scossa. Di Senso ce la mette tutta, ma è un esterno più che una punta. Nonostante a Bisceglie abbia tolto le castagne dal fuoco.

Twitter @pietroscogna

 

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