X
<
>

5 minuti per la lettura

La rubrica del Quotidiano… l’Altra Posta: le vostre domande, le nostre risposte… il tema di oggi: Amo follemente il mio fidanzato ma odio terribilmente San Valentino


LE VOSTRE DOMANDE ALL’ALTRA POSTA: Amo follemente il mio fidanzato ma odio terribilmente San Valentino

Cara Altravoce, spero di arrivare in tempo, la mia è una richiesta a tema e ha una scadenza. Sono follemente innamorata del mio ragazzo, ma San Valentino mi fa venire l’orticaria. E non un’orticaria metaforica, eh. Parlo di quella sensazione fisica di prurito che ti prende quando entri in un negozio e vedi cuoricini rossi appesi ovunque come se fossimo finiti in un episodio distopico di Black Mirror ambientato in una cartoleria. Ora, so cosa state pensando: «Eccola, un’altra cinica millennial che fa la superiore». Ma giuro che non è così. O forse sì, non lo so più. Il fatto è che io AMO il mio fidanzato.

Ma l’idea di doverlo amare performativamente il 14 febbraio, con tanto di peluche giganti e rose rosse che costano il triplo del normale, mi fa sentire come se qualcuno mi stesse obbligando a ballare il valzer in pubblico mentre indosso scarpe due numeri più piccole. Il problema vero è che lui invece è un romantico. Non nel senso cringe del tipo che ti chiede di sposarlo con un flash mob (spero), ma nel senso che ci tiene. L’anno scorso mi ha preparato una cena a sorpresa con tanto di candele, playlist personalizzata e un bigliettino scritto a mano che mi ha fatto quasi piangere. Quasi.

Io in cambio gli ho regalato un maglione che aveva visto tre settimane prima da Zara e una scatola di cioccolatini comprata all’ultimo secondo al supermercato. Mi sento intrappolata tra due versioni di me stessa. Da una parte c’è quella che vorrebbe semplicemente ordinare sushi, mettersi in pigiama e guardare un film insieme a lui come facciamo ogni venerdì sera. Dall’altra c’è quella che sa che lui si aspetta qualcosa e non vuole deluderlo. Potete darmi voi la soluzione? Come si fa a odiare San Valentino ma amare la persona con cui dovresti festeggiarlo? Esiste un compromesso che non mi faccia sentire una ipocrita né una fidanzata terribile?
Aspetto fiduciosa i vostri consigli, possibilmente prima del 14 febbraio.


LA NOSTRA RISPOSTA

Io lo so che mi scrivete perché studiate i miei profili social e quindi sapete quanto cielomiomaritoSimo sia l’incontrastato king del romanticismo e io beh, io sono la queen dei selfie. Meno del resto. Ma c’è una data precisa da cui sono devota a San Valentino, quello martire, morto decapitato. Ci ha salvato la vita, o giù di lì, lui e la mia prontezza di riflessi. Qualche anno fa eravamo in viaggio, verso Roma, quando un microbo su un furgoncino bianco, sulla Napoli – Roma, ci stava prendendo in pieno.

Si trattava di uno di quei sottodotati che fanno la gimkana tra le corsie per arrivare prima, dove non si sa. A un certo punto mi trovavo in corsia di sorpasso, ho girato lo sguardo e ho visto l’ebete arrivarmi addosso. Letteralmente. Ho pensato sarebbe finita lì, tra sangue e lamiere. Con Simo. In una frazione di secondo ho scalato di marcia, frenato, evitato di farmi tamponare da quello dietro, carambolare su quelli che venivano da destra, scatafasciarmi sul guardrail, fare spegnere la macchina. Tutto quel tempo passato a guardare Bo e Luke a Hazzard non è passato invano (Hazzard è una serie tv degli anni 80, tutta scazzottate e inseguimenti sfrenati).

Poi il piede mi ha tremato sulla frizione per tutti i venticinque minuti serviti per arrivare all’autogrill. E ha continuato a farlo anche dopo che ho lasciato il volante a Simo. Tra i particolari pulp non richiesti, ma la gioia di essere ancora qui a raccontare il tutto mi spinge a raccontare tutto, c’è che stavo andando a Roma perché il giorno dopo avevo un day hopital e mi avevano chiesto la raccolta delle urine nelle ventiquattro ore, motivo per cui viaggiavo con il bidoncino in macchina. A un certo punto ho pensato con raccapriccio a tutta quella pipì sull’autostrada. A noi morti o morenti, tra carne squarciata e urine.

Una scena che avrebbe fatto invidia a Tarantino. Probabilmente è stato questo a farmi reagire, su tutto. La vanità di una mancata elegante dipartita. Quindi questa è la mia valentina alla vita. Alla sua bellezza. A quelle frazioni di secondo in cui tutto sembra perduto e invece il sole all’improvviso torna a splendere. Santo, santo, santo Valentino e i cuori che battono all’unisono. Che c’entra con la tua richiesta mi dirai. Tutto e niente. Solo che le date, i giorni sul calendario possono improvvisamente acquistare un senso se capisci bene il motivo per cui celebrarle.

Oh il consiglio di lettura. “One Day” di David Nicholls. Vent’anni di storia d’amore raccontati attraverso un solo giorno all’anno (guarda caso, sempre lo stesso). È romantico? Sì. È realistico? Assolutamente. Ti farà piangere? Probabilmente. Ma soprattutto ti farà capire che le date, anche quelle arbitrarie come San Valentino, possono diventare significative se gli dai una possibilità. Perché ti serve: Perché ti dimostrerà che celebrare l’amore in una data specifica non è così stupido come pensavi. Anzi, può diventare una tradizione che vale la pena costruire.



CLICCA E SCOPRI TUTTE LE LETTERE DELL’ALTRA POSTA


COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA