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La rubrica del Quotidiano… l’Altra Posta: le vostre domande, le nostre risposte… il tema di oggi: Sono una gattara calabrese single e felice, forse in fuga


LE VOSTRE DOMANDE ALL’ALTRA POSTA: Sono una gattara calabrese single e felice, forse in fuga

Cara Altravoce ti scrivo dal mio balconcino affacciato sul mare, mentre Piton (il mio gatto mago) mi fissa con quello sguardo che significa «sono le cinque e mezzo, dove diavolo è la mia cena?». Sì, ho chiamato il mio gatto Severus Piton, che nessuno abbia dubbi sulle mie passioni. Gli altri si chiamano Silente, Draco e l’ultimo arrivato Marzullo. Quest’ultimo si è presentato sulla veranda di casa durante una maratona RAI notturna e il nome mi è sembrato inevitabile. Sono una donna single di oltre cinquant’anni e vivo in Calabria con quattro gatti.

So già cosa state pensando: «Ecco un’altra che ha rinunciato all’amore per dedicarsi ai felini». Macché. Io non ho rinunciato proprio a niente. Ho semplicemente scoperto che i gatti calabresi sono molto più affidabili degli uomini calabresi. Parlo da donna ferita? Sì, forse. Mi rendo conto: vivere da single in Calabria è una scelta coraggiosa, quasi sovversiva. Una donna senza marito qui è materia di discussione. Vivere in Calabria da single con quattro gatti mi ha insegnato molte cose. Per esempio, ho imparato che quando la signora Concetta del piano di sotto ti dice «Ma quando ti sistemi?», la risposta giusta è: “Mi sono già sistemata, signò. Ho la fibra ottica, l’aria condizionata e quattro maschi che mi adorano».

Lei non ha più fatto domande. Forse ha pensato che fossi diventata una specie di pascià moderna. Va bene così. Ho anche scoperto che il mercato è il mio Tinder personale. Non cerco appuntamenti, cerco triglie fresche per i miei principi felini. Il pescivendolo ormai mi conosce e mi mette da parte le migliori. «Per i tuoi ragazzi», dice strizzandomi l’occhio. È l’unico uomo che capisce davvero le mie priorità. Mia madre, naturalmente, è preoccupata. A volte ho paura della solitudine, questo sì. Ma in verità amo la mia vita. C’è qualcosa di sbagliato in questo? Sto scappando da dolori futuri come dicono le mie amiche? Mi sono arresa? Aiutami tu, se puoi, a capire.

Con affetto, una single (gattara) calabrese


LA NOSTRA RISPOSTA

Cara gattara, intanto ti confesso, io amo i cani più dei gatti, ma è un piccolo particolare. Ne avevo due. Boxer, Icebaby e Dana. Quando sono morti mi sono spenta a lungo. Ah sono sposata, ma anche questo è un dettaglio. Ho una amica, o meglio l’Amica del cuore, che ha un gatto che adora ed è single, felice e realizzata. Quindi no, non credo ci siano problemi in questo. Mi hai scritto una lettera lunghissima piena di riferimenti e una vena, nascosta da pacchi di ironia, di tristezza. Che anche no, via, aria, respira. Sei piena di amore, da dare in dono a chi lo merita, i tuoi gatti e non solo. Poi ammettilo: sei una filosofa travestita da gattara.

Hai capito che la vita, in fondo, va presa come un gatto prende il sole: a piccole dosi, con lentezza, e possibilmente su un cuscino comodo. Forse un giorno troverai un essere umano con la pazienza di un persiano e l’ironia di un gatto randagio; finché quel giorno non arriva, continua pure a distribuire scatolette e saggezza. Nel tuo mondo ogni micio ha una storia, un soprannome e una dieta personalizzata – nemmeno le beauty influencer su Instagram hanno questa cura. Tu, invece, prendi la vita come viene: con la zampa giusta, oppure con una bella allungata di pancia al sole.

Ecco, io spesso penso che magari dovremmo essere tutti un po’ più “gattari dentro”: prendere il buono, respingere il superfluo e conservarci almeno nove vite a testa (che qui, una sola non basta nemmeno per il lunedì mattina). Non è solo la Calabria o la famiglia che ti vogliono ingabbiare in stereopiti, è il mondo di oggi che si involve giorno dopo giorno. Ma noi dobbiamo resistere, combattere, alzare la testa, farci rispettare. Che non è un uomo, un compagno, un marito a definirci. Mai. E si può essere soli anche da sposati, o in mezzo alla gente.

L’ironia nel guardare il mondo da una prospettiva così felina ti fa sembrare una saggia dal cuore grande, capace di ridere delle piccole disavventure quotidiane e di coltivare la speranza che, prima o poi, anche un umano saprà conquistare il tuo regno. Ma nel frattempo, continua così, a coltivare con ironia e amore la tua bellissima solitudine condivisa con almeno una dozzina di amici baffuti e pelosi. Perché in fondo, chi ha detto che la felicità debba essere per forza complicata? A volte basta un miagolio, una zampa che graffia dolcemente e una scodella piena di bontà per rendere tutto perfetto.

Il classico piccolo consiglio letterario, “La mia vita con i gatti” della scrittrice giapponese Morishita Noriko, il diario delle giornate che Noriko trascorre in compagnia dei suoi ospiti felini, ma non solo. Un racconto fatto di cose semplici e familiari, che diventa un racconto universale. In attesa che tu apra un blog che già so sarà seguitissimo “Cronache dalla Lettiera”, ti saluto con affetto e con la certezza che tra una coccola, una graffiata e un buffet di scatolette gourmet, tu sia sempre la vera star della tua vita. Prometto che, se dovessi diventare un gatto nella prossima vita, vengo a stare da te senza pensarci due volte.



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