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Ferragosto porta con sé una tregua dal caldo estremo con un generalizzato calo delle temperatura e l’affacciarsi dei primi temporali diffusi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale
Pausa di Ferragosto per il caldo record che ha travolto l’Italia nella quarta ondata di calore dell’estate 2026. Venerdì 14 agosto l’afa concederà una tregua. Dai 18 bollini rossi attesi per oggi, giovedì 13 agosto – quando l’allerta sarà massima a Bari, Bologna, Bolzano, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Napoli, Palermo, Perugia, Reggio Calabria, Rieti, Roma e Viterbo – il 14, su 27 capoluoghi monitorati dal sistema di sorveglianza del ministero della Salute, si passa a 7 città in allerta massima.
Il livello 3 (indice di rischi per la salute della popolazione generale), sarà ‘solo’ per Bari, Bolzano, Cagliari, Genova, Messina, Palermo e Reggio Calabria. L’ultimo aggiornamento del bollettino caldo mostra per la vigilia del 15 agosto una Penisola prevalentemente in giallo. Sarà livello 1 (di pre-allerta) in 17 capoluoghi. In particolare, Ancona, Bologna, Brescia, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Verona e Viterbo. E in 3 città tornano i bollini verdi (livello 0): venerdì respirano Pescara, Trieste e Venezia.
Secondo le previsioni meteo, l’anticiclone africano la farà da padrone fino a venerdì 14 agosto. Previste giornate soleggiate e calde e i soliti temporali di calore, soprattutto sui rilievi, dal distretto alpino fino a gran parte della dorsale appenninica. Anche sui rilievi delle due principali isole, Sardegna e Sicilia, ci sarà l’occasione per qualche acquazzone. Poi, dopo sabato 15 agosto, la situazione potrebbe cambiare.
Secondo IlMeteo.it, già domenica 16 agosto sarà una giornata di svolta a livello emisferico. L’arrivo di correnti più fresche e instabili in quota pilotate da un ciclone in formazione sul Nord Europa innescherà lo sviluppo di temporali a partire dalle regioni del Nord. Si tratterà di veri e propri temporali prefrontali, ovvero fenomeni temporaleschi che si sviluppano in anticipo rispetto all’arrivo del fronte instabile vero e proprio, favorendo la rottura dell’accumulo di calore nei bassi strati.
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