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Arrestato a Reggio Calabria un latitante della cosca Barbaro di Platì: era nascosto in una comunità e gestiva 3,5 tonnellate di cocaina.


REGGIO CALABRIA — La sua fuga si è interrotta all’interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti situata nella zona nord di Reggio. L’uomo si era nascosto là con il pretesto di intraprendere un percorso di disintossicazione. La Polizia di Stato questa mattina, 23 ottobre 2026, ha arrestato a Reggio Calabria un pluripregiudicato appartenente alla potente cosca Barbaro “Castanu” di Platì, irreperibile dal novembre dello scorso anno. L’uomo era riuscito a sfuggire al maxi blitz condotto dalla Guardia di Finanza di Milano nell’ambito dell’operazione antidroga “Skyfall”, un’inchiesta che aveva portato all’emissione di misure cautelari nei confronti di altre 28 persone collegate ai clan di ‘ndrangheta di Platì e Africo.

LE ACCUSE: DALLA COCAINA DAL SUD AMERICA ALLE ARMI

Sulle spalle del latitante pende l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e possesso illegale di armi. Nello specifico, i magistrati della Procura di Milano gli contestano un ruolo di primissimo piano nell’organizzazione. Sarebbe stato lui a gestire e coordinare l’importazione dal Sud America di un imponente carico di oltre 3,5 tonnellate di cocaina. Queste avrebbero rifornito le piazze di spaccio della Lombardia e di altre regioni italiane.

ARRESTATO IL LATITANTE DELLA COSCA DEI BARBARO “CASTANU” DI PLATÌ, IL BLITZ NELLA COMUNITÀ DI RECUPERO

I poliziotti della Squadra Mobile di Reggio Calabria, convinti che il ricercato fosse rientrato nel proprio territorio d’origine in cerca di protezione e copertura logistica, hanno avviato una fitta rete di appostamenti e pedinamenti. Alcuni spostamenti spetti intercettati dagli investigatori nella zona nord della città avrebbero permesso di individuare il latitante. Una volta individuato il covo, è scattata l’irruzione all’interno della struttura sociale. Gli agenti hanno bloccato l’uomo prima che potesse opporre qualsiasi tipo di resistenza o tentare la fuga. Contestualmente all’arresto, le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro uno smartphone in possesso del ricercato. Questo verrà ora sottoposto ad accurate analisi informatiche per ricostruire la rete di contatti e i favoreggiatori che ne hanno garantito la latitanza.

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