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Milano, 10 mar. (askanews) – I timori legati agli effetti della
politica economica di Donald Trump hanno scosso la piazza
finanziaria di Wall Street generando un crollo dei principali
indici di riferimento. La caduta libera è iniziata presto, con
tutti e tre i principali indici che hanno aperto in profondo
rosso. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso del 2,08%. Anche l’S&P
500 è crollato, lasciando sul terreno il 2,7%, mentre il Nasdaq,
l’indice di riferimento per i titoli tecnologici, è andato in
caduta libera a -4%, registrando il suo più grande calo
giornaliero da settembre 2022.
E’ stato un mese difficile per i mercati, con i tre principali
indici che hanno azzerato i guadagni registrati dopo le elezioni
presidenziali americane di novembre. Le vendite diffuse sono
state generate principalmente dai timori per l’impatto dei dazi
di Trump che, in un’intervista domenica ha detto che l’economia
statunitense avrebbe vissuto “un periodo di transizione”, senza
escludere il rischio di una recessione.
I titoli tecnologici hanno guidato le perdite con i cosiddetti
“Magnifici sette”, Alphabet, Amazon, Apple, Meta, Microsoft,
Nvidia e Tesla tutti in profondo ribasso. In particolare è
l’azienda di auto elettriche di Elon Musk ad aver accusato il
colpo più pesante con un tonfo del 15,43%.
La Casa Bianca al termine di questo lunedì nero ha affermato, tramite il suo portavoce, Kush Desai, che “stiamo assistendo a una forte divergenza tra gli spiriti animali del mercato azionario e ciò che stiamo effettivamente vedendo accadere da parte delle aziende e dei leader aziendali, e quest’ultimo è ovviamente più significativo del primo perchè riguarda ciò che riserva l’economia nel medio e lungo termine”.
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