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Antonio Prostamo

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MILETO (VIBO VALENTIA) – Numerose inosservanze alla misura egli arresti domiciliari hanno portato Antonio Prostamo, 29enne di San Giovanni Di Mileto, personaggio già noto alle forze dell’ordine e ritenuto appartenente all’omonima famiglia malavitosa, a finire in carcere. I carabinieri della Radiomobile di Vibo e della Stazione di Mileto gli hanno infatti notificato un aggravamento della sicura cautelare nella serata di ieri quando il giovane è stato condotto presso il comando provinciale.

A suo carico vi sarebbe infatti un provvedimento in tal senso firmato dal Tribunale collegiale di Vibo che accoglie la richiesta avanzata dal pm della Dda, Antonio Di Bernardo, nell’ambito del processo “Stammer 2” che lo vede imputato insieme ad altre persone accusate di aver messo in piedi un’organizzazione criminale su vasta scala dedita al narcotraffico internazionale. E proprio nell’ambito di quell’operazione scattata nel febbraio del 2018 Antonio Prostamo (ieri mattina presente in aula) era finito agli arresti.

Nel corso della detenzione domiciliare si è, come detto, reso responsabile di alcune gravi violazioni. In particolare il 9 luglio avrebbe evaso la misura cautelare mentre il 2 dicembre scorso era stato deferito per oltraggio a due carabinieri nel corso di un controllo. Questo ed altro hanno fanno scattare l’aggravamento della sua condizione detentiva e la traduzione presso la casa circondariale di Vibo. Ma c’è un altro, più rilevante episodio – slegato da questo appena descritto – che si lega al nome di Antonio Prostamo.

Il 29enne infatti è attualmente indagato per l’omicidio, in concorso con il fratello Giuseppe, del 25enne di Scaliti di Filandari Francesco Vangeli che secondo la Dda, che sta seguendo il caso, sarebbe avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 ottobre scorsi pare per motivi passionali. A fine novembre infine, sono stati prelevati i dispositivi elettronici dei due giovani per degli accertamenti tecnici dei quali si attendono gli esiti da parte dei consulenti del pm Di Bernardo.

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