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Napoli, la musica come impresa del futuro. Al Conservatorio San Pietro a Majella l’incontro “Le imprese della musica” apre una nuova stagione di dialogo tra arte ed economia.
NAPOLI – A Napoli, la musica non è mai solo una colonna sonora: è battito, respiro collettivo, un modo di stare al mondo. E domani, martedì 11 novembre alle ore 10, quel battito troverà una nuova cassa di risonanza nella Sala Scarlatti del Conservatorio San Pietro a Majella con l’incontro “Le imprese della musica”. Un’iniziativa che promette di intrecciare melodia e strategia, creatività e sviluppo economico. Sarà Giuseppe Camerlingo a moderare un dialogo che si annuncia intenso e visionario. Al suo fianco, figure capaci di costruire ponti tra mondi solo in apparenza distanti: Gaetano Panariello, direttore del Conservatorio, custode di una tradizione secolare; Stefania Brancaccio, general manager di Coelmo, imprenditrice che crede nella cultura come forza produttiva; Tommaso Rossi, direttore artistico dell’Associazione Alessandro Scarlatti, voce appassionata della scena musicale partenopea; e Luigi Maria Sicca, docente della Federico II, che da anni studia come l’organizzazione possa diventare arte, e viceversa.
A Napoli, l’incontro “Le imprese della musica”
Cinque parole guideranno l’incontro — ascolto, passione, organizzazione, trasformazione, innovazione — come le note di una partitura che punta dritto al futuro. Perché oggi, più che mai, la musica è impresa: un laboratorio di idee, un settore capace di generare lavoro, turismo, benessere sociale. Napoli lo sa bene: nelle sue strade la creatività è materia viva, pronta a farsi economia. A dare voce e corpo a questa visione, le esibizioni del Due Sicilie Sax Ensemble, diretto da Gianfranco Brundo, e del pianista Riti Barra, che trasformeranno la riflessione in emozione, la teoria in suono.
L’iniziativa, nata da un’idea di Giuseppe Camerlingo, è promossa dal Conservatorio San Pietro a Majella in collaborazione con l’Università Federico II, PuntOorg, l’Associazione Scarlatti e Coelmo. Domani, nella storica Sala Scarlatti, Napoli parlerà al futuro con la sua lingua più autentica: la musica. Ma questa volta lo farà con un accento nuovo, quello dell’impresa. Perché il sogno, qui, non si ferma alla melodia — si trasforma in progetto, opportunità, rinascita.
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