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Castronuovo di Sant’andrea, autobus in fiamme sulla provinciale 42. Un mezzo della Sita ha preso fuoco andando completamente distrutto.
CASTRONUOVO DI SANT’ANDREA (POTENZA)– Per fortuna nessuno si è fatto male, ma continuano a preoccupare gli autobus che, all’improvviso, prendono fuoco. L’ultimo episodio nel primo pomeriggio di ieri, lungo la strada provinciale 42, nel territorio di Castronuovo di Sant’Andrea, un pullman della Sita si è improvvisamente incendiato andando completamente distrutto dalle fiamme. Il mezzo era in fase di rientro dopo aver effettuato il servizio di trasporto degli studenti nell’ultimo giorno di scuola. Fortunatamente non si sono registrati feriti. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco, che hanno lavorato per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Presenti anche i carabinieri, i carabinieri forestali e la polizia locale per i rilievi e la gestione della viabilità. Saranno gli accertamenti tecnici a chiarire l’origine delle fiamme che, in pochi minuti, hanno avvolto il mezzo nella sua interezza, riducendolo a una carcassa annerita.
CASTRONUOVO SANT’ANDREA AUTOBUS IN FIAMME: I PRECEDENTI IN BASILICATA
L’episodio riporta l’attenzione su una problematica che negli ultimi tempi sembra manifestarsi con sempre maggiore frequenza. Sono infatti diversi, in varie parti d’Italia, i casi simili ed anche in Basilicata la cronologia è piuttosto lunga con tutto quanto ne consegue in termini di interrogativi sullo stato e sulla manutenzione del parco mezzi destinato al trasporto pubblico. I precedenti lucani sono davvero tanti. Nello scorso mese di aprile, un pullman della linea “Rocco” è andato a fuoco in Piazza Aldo Moro a Senise. Il mezzo era fortunatamente vuoto e parcheggiato. Ancora quest’anno, ma a febbraio, sulla tratta Napoli-Matera, un principio di incendio ha coinvolto un pullman che trasportava 37 turisti, costretti a evacuare rapidamente. L’intervento ha evitato feriti. Lo scorso anno a fare notizia era stato quanto avvenuto a Melfi, una sera di fine gennaio: per fortuna anche in quel caso nessuno si era fatto male.
Nemmeno due settimane dopo, si registrò quanto avvenne ad Armento (anche in quel caso mezzo Sita). Dopo una decina di giorni era toccato ad un mezzo in transito sulla strada statale 655 “Bradanica” . Andando ancora indietro nel tempo, a novembre del 2024, a San Severino Lucano, era stato il coraggio e la prontezza dell’autista della linea Rocco, Giuseppe Rinaldi, ad evitare conseguenze per gli 8 studenti che si trovavano a bordo. Le fiamme si erano propagate mentre il mezzo si trovava sulla Strada provinciale 4, all’altezza della popolosa frazione di “Cropani”. Purtroppo potremmo continuare andando a ritroso quasi senza soluzione di continuità, con riferimento sia al potentino che al materano.
LE CAUSE TECNICHE E LE DENUNCE DEI SINDACATI SULLA VETUSTÀ DEI MEZZI
Il problema è sempre il medesimo e riguarda la sicurezza stradale e dei mezzi sui quali viaggiano studenti e pendolari. Al netto di quanto accaduto a Castronuovo, le cui cause sono in fase di accertamento, i fattori in grado di scatenare questo genere di incendi sono spesso riconducibili a perdite accidentali di liquidi infiammabili, guasti elettrici o surriscaldamento del vano motore. Parti sociali e amministratori locali chiedono da tempo maggiori controlli e un rinnovo dei mezzi per garantire l’incolumità di pendolari e studenti.
Non a caso, sindacati come la Filt Cgil Basilicata hanno più volte denunciato la vetustà del parco mezzi e la gestione del trasporto pubblico locale, chiedendo un’ispezione urgente sull’affidabilità degli autobus in circolazione. Simili denunce non sono certo una rarità e, per rendersene conto, si possono citare appelli risalenti addirittura ad una decina di anni fa. Era addirittura il 2018, quando la Ugl Matera chiedeva l’intervento della Regione a proposito di un bus andato a fuoco mentre era diretto a Marconia di Pisticci. E lo fece ricordando quanto accaduto due anni prima, lungo la linea Marconia-Novasiri- Rocca Imperiale. Nel corso del tempo, in termini di rinnovamento, qualcosa è stato fatto ma, evidentemente, tanto c’è ancora da fare.
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