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Il presidente di Radio Roccella Massimo Logozzo

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Un’impresa titanica per 4 ragazzini a metà degli anni Settanta: Radio Roccella, una storia d’amore che oggi compie 50 anni


Radio Roccella: una storia d’amore che celebra oggi le nozze d’oro. Come altro definire il sentimento che spinge quattro ragazzini – Pietro Commisso, Domenico Lombardo, Pino e Luciano Misiti – a dare vita a un’impresa per loro titanica, vista l’età e le scarsissime risorse economiche? E come definire le gesta (gesta, sì, come per gli eroi) delle decine di persone, soprattutto ragazze e ragazzi, che per cinque decenni tengono in piedi e migliorano l’edificio realizzato, rimanendo indipendenti e, come recita il motto della radio, “fuori dal coro”?
L’amore può tutto: mai come in questa vicenda si deve far ricorso a questa radicata convinzione per spiegare la storia di Radio Roccella.

UN VENTO DI LIBERTA’

Alla metà dei settanta in Italia e nel mondo un vento di libertà gonfia le vele del cambiamento. Le radio, appunto, libere, sono uno dei sintomi e dei risultati più belli di questo afflato collettivo. I ragazzi di Roccella sono uniti dall’amore per la musica e da qualche conoscenza tecnica, eredità paterna dei due Misiti. Cominciano dal nulla. Un contenitore grande come una scatola per infilarci un mixer autocostruito; in un altro più piccolo un trasmettitore FM da 5 watt di potenza (oggi la più scalcagnata emittente usa quelli da 1000); due giradischi, prelevati da mobiletti con la radio incorporata dismessi, alloggiati in scatole da scarpe; dischi e cassette portati da casa o “presi in prestito” dai genitori. Gli studi di Radio Trastevere (dalla via dove abitano i pionieri) sono pronti. L’antenna è ricavata da un filo dove, normalmente, si stendono i panni.

Si comincia a trasmettere, andando in giro in macchina per verificare la resa del segnale e per convincere le presone a sintonizzarsi sulla frequenza giusta. Dopo un po’, e procediamo per grandi linee, scelgono una sede posizionata in altro nel paese per allargare l’utenza della Radio, che a questo punto, dopo un gran dibattito, diventa Radio Roccella e comincia ad avvalersi dell’apporto dei “grandi” coinvolti dal padre dei fratelli Misiti. La prima canzone trasmessa è “Pensiero” dei Pooh, ma successivamente il problema, per i più anziani, è la mancanza delle notizie, “u comunicatu”, come lo chiamavano anche i miei nonni con una reminiscenza che andava ai tempi della guerra.

UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER I GIOVANI DEL PAESE

Ma la Radio cresce, diventa un punto di riferimento per i giovani del paese che cominciano a frequentare i suoi locali, nel frattempo ampliati. Crediamo di non dire un’eresia se affermiamo che per capire come e perché il centro jonico è diventato un’oasi di civiltà, di cultura, di fermento creativo, di buona amministrazione, lo si deve anche a Radio Roccella. Qui si porrebbe la famosa questione dell’uovo e della gallina: forse la radio è nata ed è cresciuta in un certo modo perché l’humus era quello giusto. Ma ciò ha un’importanza relativa. Fatto sta che, col trascorrere degli anni, Radio Roccella non solo ha sfornato decine e decine di programmi di ogni genere, ma ha pure conservato lo spirito originario restando libera: “fuori dal coro, appunto”.

Ha anche colmato le carenze giornalistiche instaurando una collaborazione non con un’emittente qualunque, ma con Radio Popolare di Milano. Una sintonia di vedute che ha consentito di trasmettere in diretta i terribili avvenimenti del G8 di Genova. Grazie alla radio sono nate amicizie, amori, intese politiche e sociali. E l’amore ha avuto una parte fondamentale quando, agli inizi, si è posta la “Questione Caulonia”. Il segnale non arrivava nella parte collinare del paese, dove abitava la ragazza di Vincenzo. Ebbene, questo problema, da lui affrontato di petto come si può immaginare, fu risolto dopo innumerevoli tentativi. Anche faticosi, per spostare l’antenna. Alla fine, alla telefonata di Vincenzo a Caulonia superiore, alla quale tutti assistevano col fiato sospeso, la ragazza rispose che sì, sentiva la radio: un momento di grande euforia.

LA FESTA

Questi, in estrema sintesi, i ricordi, il passato di Radio Roccella. Che continua la sua avventura guardando al presente e al futuro.
Oggi, dalle 17, in Largo Colonne – Rita Levi Montalcini, la Festa dei 50 Anni, con i fondatori e tutti gli altri come protagonisti. E un ospite d’eccezione come Gigi Miseferi. Nei giorni 31 luglio, 1° e 2 agosto il Rocca Blues, altra bella iniziativa della radio, giunto alla sesta edizione. E via così, per chissà quanti altri anni, per dare e ricevere amore rimanendo liberi e fuori dal coro.

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