X
<
>

L'aula del Consiglio regionale

4 minuti per la lettura

La riforma del servizio trasporti in Calabria verso il voto in Consiglio regionale dopo un iter sprint. Le opposizioni: «No al blitz»


Un ultimo passaggio in Commissione lunedì 3 agosto e poi – se tutto andrà liscio – l’inserimento last minute all’ordine del giorno del Consiglio  di mercoledì 5 agosto. Si conferma serratissimo l’iter di approvazione della riforma del trasporto pubblico locale in Calabria. Ma alla vigilia delle audizioni arriva la richiesta delle opposizioni di rallentare il percorso e ampliare il confronto con i soggetti interessati.

La proposta di legge, presentata dal presidente della IV Commissione Sergio Ferrari (Forza Italia), prevede la soppressione di Art-Cal, l’Autorità regionale dei trasporti, e l’istituzione di AmCal, la nuova Agenzia per la mobilità della Calabria, costituita come società per azioni a capitale interamente pubblico. La società sarà partecipata dalla Regione, che manterrà una quota non inferiore al 51 per cento, oltre che da Province, Città metropolitana e Comuni nei quali è attivo un servizio di trasporto pubblico comunale con oneri a carico dello Stato o della Regione.

LE FUNZIONI DELLA NUOVA AGENZIA

La nuova Agenzia non erediterà soltanto le funzioni oggi svolte da Art-Cal, ma assumerà anche ulteriori competenze, tra cui la definizione dei livelli ottimali delle prestazioni del trasporto pubblico locale. Soprattutto sarà il soggetto chiamato a gestire le procedure di gara e gli affidamenti dei servizi, segnando il superamento dell’attuale sistema fondato sulle continue proroghe delle concessioni. La riforma conferma inoltre il bacino unico regionale per l’organizzazione dei servizi e supera la possibilità di istituire sottoambiti territoriali prevista dalla normativa vigente.

Un passaggio destinato a ridisegnare la governance del trasporto pubblico regionale, anche perché la riforma arriva soltanto ora a Palazzo Campanella, mentre pochi mesi fa, nell’aggiornamento del Piano regionale dei trasporti approvato dalla Giunta, si parlava ancora del «rafforzamento» di Art-Cal. I tempi, però, sono stretti anche in vista dell’avvio delle gare.

Le opposizioni: «Serve più confronto»

A chiedere di sospendere l’iter sono i capigruppo di minoranza Francesco De Cicco, Enzo Bruno, Ernesto Alecci, Elisa Scutellà e Filomena Greco, secondo i quali «non si può approvare a scatola chiusa una riforma che rischia di rivelarsi una mera operazione burocratico-amministrativa utile solo a rinviare ulteriormente i bandi europei». Per i consiglieri di opposizione è «primario dovere della Commissione verificare la sostenibilità finanziaria, occupazionale e organizzativa della riforma prima di qualsiasi passaggio in Aula».

La richiesta è quella di sospendere l’esame del testo per aprire «una vasta ed esaustiva fase di audizioni con tutti i soggetti portatori di interesse». Oltre ai soggetti già convocati per la seduta di lunedì – Art-Cal, sindacati, associazioni datoriali, Anci, Upi e Trenitalia – la minoranza propone di ascoltare anche i sindaci dei principali Comuni e dei capoluoghi, i comitati dei pendolari e le associazioni dei consumatori iscritte al Crcu.

Secondo i consiglieri, «il settore della mobilità in Calabria attraversa una fase delicatissima». Ricordano che il trasporto pubblico su gomma procede da anni attraverso continue proroghe dei contratti di servizio, una situazione già finita sotto la lente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. «Continuare a rinviare le gare ad evidenza pubblica – sostengono – espone la Calabria al concreto rischio di contenziosi e di pesanti riduzioni delle risorse del Fondo nazionale trasporti».

L’attuale proroga scade a fine anno e, secondo l’opposizione, il rischio è che la Regione ricorra ancora una volta a una proroga tecnica in attesa che la nuova governance entri a regime. «La proposta di legge cambia la natura giuridica dell’ente e la sua governance senza che vi sia stato il minimo confronto con chi i servizi li vive, li gestisce e li subisce sul campo. Sulla pelle dei calabresi e sul diritto alla mobilità non sono ammessi blitz d’Aula».

Anche Usb chiede lo stop

Alla vigilia della Commissione interviene anche Usb Calabria, che lamenta di non essere stata convocata alle audizioni. Secondo il sindacato «il confronto rischia di ridursi a una pratica di amichettismo politico e sindacale».

Usb critica inoltre l’assenza di nuove risorse economiche nella riforma, osservando che perfino il raggiungimento dei livelli ottimali delle prestazioni è subordinato alla disponibilità delle risorse di bilancio. «Il diritto alla mobilità viene proclamato, ma i servizi saranno garantiti solo nei limiti delle risorse disponibili», afferma il sindacato, che chiede la sospensione dell’iter legislativo e l’apertura di «un confronto reale» prima dell’approvazione definitiva.

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA