Il governatore lucano Vito Bardi

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POTENZA – E’ salito a 7 il numero dei contagiati da Covid 19 in Basilicata, dopo i tamponi effettuati a una giovane coppia di Genzano di Lucania, tra cui un assessore della giunta comunale in carica, che nelle settimane scorse erano stati in viaggio a Milano. Mentre il governatore Vito Bardi, con l’obiettivo di «ridurre il sovraccarico di utenti e condizioni di sovraffollamento in ambiente sanitario», ha disposto lo stop fino al 3 aprile di ricoveri programmati, interventi, visite ambulatoriali, esami diagnostici e quanto altro possa essere differito senza danni ai pazienti in tutte le strutture sanitarie della Regione Basilicata.

La disposizione del governatore e del direttore generale del Dipartimento salute, Ernesto Esposito, è arrivata ieri sera con «decorrenza immediata», e riguarda anche la «diagnostica laboratoristica» e «tutta l’attività in libera professione intramoenia».

Da questa mattina, quindi, chi tra i medici dipendenti delle aziende sanitarie lucane di solito riceve i propri pazienti di fiducia nella struttura di appartenenza non potrà più fare neanche questo. A differenza dei colleghi che, invece, ricevono in studi e centri privati all’esterno. Quasi che in questi ultimi il rischio di contagio sia inferiore.

Al malumore dei camici bianchi, però, è destinato a sommarsi anche quello di chi era in lista d’attesa per una visita da mesi, se non addirittura anni, come nel caso di specializzazioni particolarmente “affollate” come la reumatologia al San Carlo di Potenza. Tanto più se si considera che a oggi in tutta la regione i ricoverati per Covid 19 restano soltanto 2 (il prefetto di Matera Rinaldo Argentieri e il padre di una guida turistica della città dei Sassi).

Tra le motivazioni indicate da Bardi, che 2 settimane fa era già finito nel mirino del governo e dei colleghi delle regioni del Nord per un altro provvedimento shock (la quarantena obbligatoria annunciata e poi ritirata per chiunque tornasse da Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria), viene citata l’esigenza di «garantire la disponibilità di un congruo numero di posti letto sia nelle degenze mediche che chirurgiche e del relativo personale». Ma alla base del provvedimento, di cui dall’opposizione il consigliere regionale di Italia viva Luca Braia ha rivendicato l’ispirazione, ci sarebbe anche la volontà di: «ridurre il contagio attraverso misure di distanziamento sociale; ridurre il picco epidemico; ridurre l’entità del picco epidemico per evitare il collasso del sistema sanitario nazionale», e «distribuire le infezioni su un arco temporale più lungo».

Ieri dalla Regione Basilicata, oltre all’esito dei test su 12 degli ultimi 13 tamponi effettuati per sospetti contagi da Covid 19, è stato comunicato l’esito del censimento dei ritorni dalla nuova zona rossa “allargata”, avviato all’indomani dell’ultimo decreto del premier Conte, che ha già portato alla registrazione di 204 persone.

Mentre Bardi, in un video messaggio, ha ammesso che «il momento è difficile» ma si è detto fiducioso «che riusciremo a farcela perché la forza del nostro popolo si vede proprio in questi momenti quando i lucani danno il meglio».

«In questi giorni – ha aggiunto Bardi – abbiamo costituito una rete di emergenza che funziona. Sia pure nell’emergenza del momento, riusciamo a garantire tutti i servizi essenziali nei nostri ospedali. La situazione – ha aggiunto sull’emergenza nazionale – si è fatta molto, molto più seria. La verità è che noi non sappiamo quando questa crisi finirà e per questo vi invito a seguire con estremo scrupolo le indicazioni che l’istituto superiore di sanità ci ha dato. In primo luogo evitare gli spostamenti, non uscire di casa se non strettamente necessario. Se si viene dalle zone rosse c’è l’obbligo di una quarantena volontaria, di avvisare il medico di famiglia per chi ha avuto contatti con le altre persone. C’è l’obbligo di dichiararlo».

Facendo appello ai giovani, il governatore lucano ha chiesto di «evitare al massimo luoghi affollati o strutture non adeguate agli standard che ci hanno imposto».

«Il mio pensiero va a tutto il personale sanitario impegnato senza tregua in questa battaglia contro il virus», concluso il governatore assicurando pure il mondo economico annunciando «misure straordinarie a sostegno del mondo della produzione».

Contattata dal Quotidiano del Sud, invece, la sindaca di Genzano, Viviana Cervellino ha rassicurato sulle condizioni del suo assessore, che è seguito a domicilio dai sanitari, e ha sottolineato come si fosse posto in auto-isolamento da più di una settimana, praticamente dal rientro da Milano, senza tornare al suo posto di lavoro a Palazzo San Gervasio.

«Non abbiamo tenuto riunioni di giunta né ci sono stati contatti personali con me o con altri assessori», ha assicurato Cervellino, escludendo i presupporti per una quarantena allargata ai vertici dell’amministrazione comunale.

«E il momento di stare calmi, uniti e rispettare le regole – aggiunge – senza panico. Supereremo anche questa. Se facciamo i tamponi è perché facciamo i controlli necessari e, soprattutto, c’è chi rispetta la quarantena e si fa censire».

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