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«SONO considerazioni figlie, evidentemente, di una cultura sessista e poco rispettosa non solo delle donne materane ma anche dei bambini e delle bambine, che hanno il diritto di fruire di un sistema educativo completo e accessibile a tutti».
Ci va giù pesante, la Cgil materana e di Basilicata, nei confronti del consigliere comunale Michele Paterino, promotore dell’emendamento di bilancio, che ha portato ai tagli annunciati sul servizio mensa e gli asili nido. Infatti, più che i contenuti della proposta, già di per sé coralmente bocciata persino dalla presidente della Commissione Bilancio, Adriana Violetto, fanno discutere le motivazioni addotte dal consigliere Paterino, ovvero che: “La gran parte delle madri che fruiscono del servizio sono casalinghe” quindi, a suo dire, possono occuparsi dei figli.

La Cgil di Basilicata e Matera esprimono «ferma condanna per le parole di Paterino, e dissenso per la scelta politica adottata dal consiglio comunale», e chiedono di revocarla immediatamente.
«La politica istituzionale -sottolineano dalla Cgil- dovrebbe sforzarsi di mettere al centro programmi finalizzati al rafforzamento dei servizi educativi e a sostegno dell’infanzia e renderli universali, e non più a domanda individuale, anche per favorire la crescita del tasso di occupazione femminile, in Basilicata tra i più bassi d’Italia, e rendere collettivo il lavoro di cura.

Invece, il consiglio comunale di Matera agisce in controtendenza, tagliando risorse già insufficienti e fondando tale decisione su motivazioni alquanto surreali. Purtroppo, la realtà è molto più complessa di come la rappresenta il consigliere Paterino, e sono moltissime le donne costrette a rinunciare al lavoro proprio perché non esistono servizi di sostegno all’infanzia o perché sono troppo costosi.

Le istituzioni dovrebbero interrogarsi su come ridurre lo squilibrio tra i generi che esiste nella società e nel mondo del lavoro, e non pensare soltanto a spostare risorse sulla base di presunte priorità, soprattutto in una regione come la Basilicata, che soffre di una grave carenza di posti negli asili nido, con il conseguente risultato di un continuo aggravarsi del fenomeno della povertà educativa e dell’abbandono scolastico.

A questo si aggiungerebbe la perdita di posti di lavoro in settori caratterizzati da un alto tasso di precarietà, che risentono delle modalità di espletamento del servizio e che dall’inizio della pandemia hanno registrato un forte decremento dei salari, a causa delle continue sospensioni della didattica in presenza. Quale idea di città hanno il consiglio e la giunta comunale? Una città con lo sguardo rivolto al futuro o inesorabilmente condannata a seguire la tendenza, oggi più che mai accentuata, di regione ad elevata desertificazione, invecchiamento della popolazione, forte povertà educativa e scarsissima partecipazione femminile al mercato del lavoro e ai livelli decisionali? Tutti questi temi sono strettamente intrecciati e chiedono che si lavori per ampliare i servizi a disposizione della popolazione, e non ridurli».

Sul caso è intervenuta anche “Matera civica”, che si chiede: «Come intende accedere alle risorse del Fondo asili nido e scuole dell’infanzia il Comune di Matera?». Il movimento civico evidenzia, infatti, la pubblicazione dell’Avviso che consente ai Comuni di accedere ai primi 700 milioni del Fondo asili nido e scuole dell’infanzia, per il finanziamento degli interventi relativi a opere pubbliche. Tale fondo prevede il suo utilizzo in interventi per la messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati a nidi, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alle famiglie.

Le risorse sono state ripartite con decreto del presidente del Consiglio dei ministri (30 dicembre 2020), di concerto con il ministro dell’Interno, dell’Economia e delle Finanze, delle Pari Opportunità e la Famiglia e dell’Istruzione. Non risulta però, al momento, nessuna iniziativa da parte del Comune. Forse perché la comunità non ha bisogno di rafforzare il suo sistema educativo a favore dell’infanzia? I Comuni potranno presentare i progetti entro e non oltre le ore 15 del 21 maggio 2021, utilizzando esclusivamente la piattaforma del Ministero dell’istruzione “Edilizia scolastica”».

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