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La rubrica del Quotidiano… l’Altra Posta: le vostre domande, le nostre risposte… il tema di oggi: «Mamma ma Babbo Natale esiste?» E ora cosa dico al mio piccolo tesoro


LE VOSTRE DOMANDE ALL’ALTRA POSTA: «Mamma ma Babbo Natale esiste?» E ora cosa dico al mio piccolo tesoro

Cara Altravoce, sono in serie e gravose ambasce, mia figlia piccola mi ha chiesto: «Mamma ma Babbo Natale esiste davvero»? E sono andata nel panico. Ovviamente ho detto sì. Un sì tremolante e un filino dubbioso, ma pur sempre un sì. Con il fratello, più grande, è stata una transizione dolce, ha capito da solo, senza grossi traumi e ha continuato come niente fosse ad aspettare il 25 mattina i regali sotto l’albero. Ma con la piccola è una storia diversa. È un cucciola con gli occhioni spalancati sul mondo. Non voglio diventare la cattiva, il padre, il suo eroe, ovviamente neanche ci pensa.

A più di quarant’anni mantenere in piedi il “Grande Bluff del Polo Nord” è sfiancante. Richiede una pianificazione militare. Devo comprare carta diversa per i pacchi “magici”, devo alzarmi alle tre di notte per bere il latte lasciato sul tavolo (e sono intollerante al lattosio). Devo spargere briciole e lasciare impronte di farina fingendo che siano neve. Mi sento un agente segreto, ma senza il fascino di 007 e con molto più pigiama di flanella. Eppure, esito. Perché continuo a mentire a creature che sanno già usare un iPad meglio di me? Perché difendo questa illusione con le unghie e con i denti? Forse perché ho paura. Temo che nel momento in cui ammetterò la verità, chiuderò ufficialmente la porta della loro infanzia.

Dire “Babbo Natale non esiste” mi sembra un modo brutale per dire: «Benvenuti nel mondo dei grandi, dove la magia non arriva dal camino ma dal bonifico a fine mese». Voglio proteggere quel luccichio nei suoi occhi ancora per un po’. Ma mi chiedo anche se sto facendo la cosa giusta. Rischio di mandare mia figlia alle medie convinto che un signore anziano violi la proprietà privata globale in una sola notte? La esporrò al pubblico ludibrio dei compagni più smaliziati che sanno la verità dall’asilo? Mi sento in colpa per la bugia, ma mi sentirei un mostro a spezzare l’incantesimo. Quindi, cara Altravoce, qual è la scadenza tecnica? C’è un’età in cui il danno della menzogna supera il beneficio della magia? O devo aspettare che siano loro a mettermi con le spalle al muro, portandomi le prove forensi della mia colpevolezza?

Vostra madre renna dubbiosa


LA NOSTRA RISPOSTA

Renna dubbiosa, ti dico la mia con una lettera del 1897, con cui il direttore del quotidiano Sun, Francis P. Church, rispose a una giovane lettrice, Virginia, di soli 8 anni, che gli chiedeva, appunto se Babbo Natale esistesse. Virginia, come te, era in grande difficoltà, voleva fortissimamente credere, anche se i compagni di scuola le avevano detto che no, Babbo Natale non esisteva. Il papà le disse allora, scrivi al Sun.

«Se il Sun dice che esiste, allora esiste». Virginia scrisse, e dal Sun risposero. Quello che segue è un sunto di quell’editoriale. «Virginia i tuoi piccoli amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di quest’epoca di scettici. Credono a solo quello che vedono. Pensano che quello che le loro piccole menti non comprendono non esista. Tutte le menti, Virginia, sia quelle degli uomini che quelle dei bambini, sono piccole. In questo nostro immenso universo, l’uomo ha l’intelletto di un insetto, di una formica, se paragonato al mondo sconfinato che lo circonda e se misurato con l’intelligenza in grado di afferrare l’intera verità a e conoscenza. Sì Virginia Babbo Natale esiste.

Esiste così come esistono l’amore, la generosità, la devozione, e tu sai che queste cose abbondano e donano alla tua vita gioia e bellezza. Ahimè come sarebbe triste il mondo se non ci fosse Babbo Natale! Sarebbe triste come se non ci fossero delle Virginie. Allora non ci sarebbe nessuna fede infantile, nessuna poesia, nessun romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo nessuna gioia a parte quella dei sensi e della vista. La luce eterna che con l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe. Non credere a Babbo Natale. Tanto vale non credere alle fate allora.

Anche se nessuno vede Babbo Natale questo non significa che non esista. Le cose più vere al mondo sono quelle né i bambini, né gli adulti riescono a vedere. (…) Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie che sono nascoste e invisibili nel mondo. (…) Solo la fede, la fantasia, la poesia, l’amore e il romanticismo possono scostare quel velo e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. È tutto vero? Ah Virginia, i questo mondo non esiste nulla di più vero o duraturo».

Questo editoriale divenne, e lo è ancora, l’editoriale in lingua inglese più ristampato nella storia. In forma integrale lo trovate nel libro L’arte delle lettere curate da Shaun Usher. Da avere in libreria. Ah Virginia diventò una insegnante e, in seguito alla sua domanda, continuò a ricever lettere di ammiratori per gran parte della sua vita. È morta nel 1971, a 81 anni. Quindi, sì, continuiamo a coltivare la magia a credere alle fate che ballano nei boschi e a un omone di rosso vestito con la barba bianca che sfida le leggi della logica e porta in dono, gioia e regali (grazie alla tredicesima, per chi ha la fortuna di averla).



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