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118 in Calabria, la Cgil attacca: «Sistema al collasso». La richiesta al presidente Occhiuto: «Fermi le riforme e apra un confronto».
CATANZARO – «Riforme calate dall’alto, vertici amministrativi bloccati, drammatici ritardi e ambulanze senza medico». È la denuncia della Funzione pubblica Cgil Calabria e delle segreterie territoriali, che chiedono al presidente della Regione e commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, di fermare le riforme in corso e aprire un confronto con Regione, Azienda Zero, Asp e sindacati. Nel mirino soprattutto il nuovo assetto organizzativo e la centralizzazione delle funzioni in Azienda Zero, che secondo la Cgil avrebbe trasformato il sistema in un «imbuto burocratico», rallentando il reclutamento di medici, infermieri e altro personale. Il sindacato contesta anche i ritardi nelle comunicazioni al personale del 118, il blocco di graduatorie ancora valide e le difficoltà incontrate nella prova di mobilità degli infermieri, svolta da remoto il 5 agosto e condizionata, secondo la nota, dal malfunzionamento delle piattaforme informatiche.
SISTEMA AL COLLASSO DEL 118 ANCHE NEL VIBONESE E LE RICHIESTE AL GOVERNATORE OCCHIUTO
La situazione più critica viene indicata nel Vibonese, dove la Cgil richiama anche i recenti episodi relativi ai soccorsi a Vibo Valentia e a Capo Vaticano. Secondo il sindacato, nelle postazioni di Vibo, Serra San Bruno, Soriano, Nicotera e Tropea oltre il 70% delle ambulanze opererebbe senza medico a bordo. Una condizione aggravata dalla conformazione del territorio, dalla viabilità e dai flussi turistici estivi, che renderebbero inadeguato un modello organizzativo pensato per realtà differenti. Da qui le richieste: un piano straordinario di assunzioni per il 118, il potenziamento delle ambulanze medicalizzate, una revisione della distribuzione dei mezzi sulla base delle caratteristiche dei territori e criteri trasparenti per gli scorrimenti.
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