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Terminato il carburante nella quasi totalità delle pompe di servizio di Vibo e frazioni

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Gli effetti della protesta degli agricoltori a Vibo Marina, iniziata nella mattinata di ieri, si stanno facendo sentire: il blocco dei trasporti delle autocisterne nelle varie stazioni di servizio sparse sul territorio comunale ha portato all’esaurimento del carburante nelle prime ore della mattinata presso i distributori


VIBO VALENTIA – Prima le lunghe code di autovetture poi i cartelli “Carburante terminato”; è una mattinata di disagi quella odierna a Vibo Valentia e frazioni, dove la protesta degli agricoltori a Vibo Marina, iniziata nella mattinata di ieri, ha decretato il blocco dei trasporti delle autocisterne nei distributori sparsi sul territorio comunale. Una protesta ad oltranza che sta iniziando ad avere i suoi effetti.

Già dalle prime ore della mattina stazioni di carburante iniziavano a “boccheggiare” per via della progressiva riduzione dei livelli di gasolio e benzina nei loro serbatoi senza aver un adeguato rifornimento. I cartelli che il carburante era terminato hanno iniziato a campeggiare intorno alle 10 nei distributori delle grandi compagnie petrolifere e quelle file di veicoli hanno iniziato a dissolversi per materializzarsi presso le cosiddette pompe bianche. Tamoil, Esso, Agip, Erg, completamente a secco; alla Dmt di via Alfredo D’Agostino (e via Lacquari) una colonna di auto di circa 100 metri in attesa di riuscire ad intercettare le ultime gocce di carburante.

LE DICHIARAZIONI DEGLI UTENTI

«Sono qui da parecchio tempo e quando finalmente è arrivato il mio turno mi hanno detto che il carburante era finito. È assurdo stare in fila e scoprire dopo tanto tempo che non c’è più una goccia», racconta uno degli automobilisti: «Capisco le ragioni degli agricoltori e capisco che stiano protestando per una situazione che evidentemente è diventata insostenibile, ma spero che questa protesta finisca presto. Non possiamo ritrovarci senza carburante per andare al lavoro o accompagnare i nostri figli», è il commento di un’altra persona, M.C. di Vibo, in coda.

C’è anche chi è stato costretto a cambiare più distributori nella speranza di trovare ancora benzina o gasolio: «Sono passata da una stazione all’altra e ho trovato sempre la stessa situazione: code lunghissime e poi il cartello che annuncia che il carburante è terminato. Il problema è che non sappiamo nemmeno dove andare a fare rifornimento», afferma una donna, S.L., di Piscopio, visibilmente contrariata.

“GIUSTA LA PROTESTA MA SPERIAMO SI TROVI PRESTO UN’ACCORDO”

Il disagio viene accompagnato, però, anche dalla consapevolezza delle ragioni che hanno portato gli agricoltori a scendere in strada: «La loro protesta può avere delle ragioni, ma deve esserci una soluzione. Speriamo che si trovi presto un accordo e che si possa tornare alla normalità», sottolinea un altro automobilista. A fare i conti con la situazione sono anche i gestori dei distributori. «Il problema è che non arrivano le autocisterne – spiega un benzinaio – Noi possiamo vendere soltanto quello che abbiamo nei serbatoi. Quando il prodotto finisce, siamo costretti a chiudere le pompe».

Il carburante, spiegano gli operatori, in alcuni impianti è terminato molto rapidamente proprio perché non è stato possibile effettuare il consueto rifornimento: «Benzina e gasolio sono “evaporati” via quasi subito. Normalmente, quando le scorte scendono, ordiniamo il rifornimento e arriva l’autocisterna. In questo momento non è possibile farlo e quindi, una volta esauriti i serbatoi, non possiamo fare altro che mettere il cartello “carburante terminato”».

Una situazione che, secondo i gestori, rischia di diventare ancora più complicata se il blocco dovesse proseguire: «Abbiamo automobilisti che arrivano, fanno la fila e poi dobbiamo dire loro che il prodotto è finito. È una situazione difficile anche per noi, perché vorremmo continuare a lavorare e garantire il servizio, ma senza rifornimenti è impossibile», aggiunge uno di questi.

Il risultato è che, una volta esaurite le quantità disponibili, i gestori sono stati costretti a interrompere l’erogazione. Le pompe bianche, inizialmente diventate l’ultima alternativa per molti automobilisti, sono a loro volta prese d’assalto, mentre davanti ai distributori ancora operativi continuano a formarsi code: «Il problema – chiarisce un altro automobilista, R.S, di Stefanaconi – è che non sappiamo quanto durerà questa situazione. Speriamo soltanto che la protesta possa finire e che i rifornimenti possano riprendere».

IL DISAGIO SI RIPERCUOTE SULLA QUOTIDIANITà

La protesta degli agricoltori di Vibo Marina si ripercuote così sull’intera provincia e, soprattutto, sulla quotidianità di chi utilizza l’auto per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere un ospedale o semplicemente spostarsi da un Comune all’altro: «Quello che chiediamo è soltanto di poter fare benzina senza dover girare tutta la città – racconta la signora F.M. di Vibo – Siamo solidali con chi protesta, ma speriamo che questa situazione non vada avanti ancora per molto».

Il timore, espresso da numerosi automobilisti, è che il disagio possa trasformarsi in una vera emergenza per la mobilità se il blocco dei rifornimenti dovesse proseguire nelle prossime ore. Da una parte ci sono dunque gli agricoltori che chiedono risposte sul costo del carburante e sulle difficoltà economiche che gravano sulle imprese agricole; dall’altra migliaia di cittadini che rischiano di trovarsi senza possibilità di rifornimento. Nel mezzo, i gestori delle stazioni di servizio, impossibilitati a garantire la normale attività senza l’arrivo delle autocisterne.

La speranza degli automobilisti è ora che la protesta possa trovare rapidamente uno sbocco e che le autocisterne possano tornare a rifornire i distributori: «Speriamo che domani sia un altro giorno e che questa situazione sia finita», è l’auspicio che accomuna molte delle persone rimaste in coda.

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