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Blitz a Potenza per il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Attacco frontale alla giunta Bardi. Critiche feroci al deficit della sanità e alla gestione dello spopolamento
Giuseppe Conte piomba a Potenza e picchia duro contro la gestione della Basilicata, denunciando il declino di una terra ridotta allo stremo dalle politiche del centrodestra. L’aula dell’Università della Basilicata, scelta per presentare il suo ultimo libro, si trasforma nel palcoscenico di un durissimo atto d’accusa politico. Sotto i colpi dell’ex premier finiscono le liste d’attesa interminabili, i bilanci in rosso e il dramma dello spopolamento giovanile.
POTENZA, L’AFFONDO DI CONTE ALLA GIUNTA BARDI
Un affondo che parte proprio dalla carne viva dei diritti dei cittadini lucani, a cominciare da quello alla salute pubblica, ormai compromesso. «Dobbiamo potenziare assolutamente i servizi sanitari qui c’è un collasso, avete visto anche voi come aumenta la voragine per quanto riguarda i conti sanitari ed è una cosa particolarmente preoccupante», dichiara senza giri di parole l’avvocato del popolo davanti alla platea potentina. Il leader del Movimento 5 Stelle descrive una sanità lucana agonizzante, soffocata da disavanzi finanziari che si traducono in servizi scadenti per le fasce più deboli della popolazione.
RIDEFINIRE IL RUOLO DEI CINQUE STELLE IN BASILICATA
Da qui la necessità di ridefinire il ruolo del movimento sul territorio regionale: «Il Movimento 5 Stelle può fare in Basilicata quello che fa sempre: battersi innanzitutto perché tutti possano avere una rappresentanza politica, con spirito di autentica sincerità. Può rappresentare quelle che sono fasce più deboli della popolazione, rappresentare quelli che non hanno l’amico e non sono abituati a ricevere favori per andare avanti». Un richiamo all’equità sociale che si scontra frontalmente con il sistema di potere locale.
CONTE E LO SVUOTAMENTO DEMOGRAFICO
La vera emergenza lucana resta però lo svuotamento demografico, una fuga di cervelli e braccia che l’ex presidente del Consiglio intende frenare con misure economiche shock capaci di alleggerire la pressione fiscale sulle imprese virtuose. «Dobbiamo potenziare per esempio la misura delle contribuzioni al Sud per facilitare e alleggerire il costo del lavoro per chi assume giovani, perché rimangano qui con nuove opportunità di lavoro anziché andare in altre regioni o all’estero», incalza Conte, offrendo una sponda immediata al tessuto produttivo della regione.
NODO INFRASTRUTTURE
Per rimettere in moto la Basilicata non servono promesse, servono cantieri e investimenti massicci sulle infrastrutture materiali e immateriali: «Dobbiamo batterci per le infrastrutture che servono per far ripartire questa comunità e ridurre anche i costi delle imprese. Dobbiamo assolutamente puntare sempre in tutta Italia e quindi al Sud in particolare su quelle che sono le migliori infrastrutture sociali, le scuole, l’istruzione, la sanità e la ricerca universitaria perché quello dà un futuro ai giovani».
LE RISORSE ENERGETICHE
Il discorso si sposta poi sulle risorse strategiche, con una difesa netta dell’ambiente dalle mire estrattive dei palazzi romani. «Questo governo ha detto ‘faremo dell’Italia l’hub del gas’ e ora dice ‘dobbiamo trivellare in Basilicata’. Quando Meloni parla di trivellazioni parla della Basilicata. Quando parla di energia nucleare parla della Basilicata, per inguaiare ancora di più questa regione che non ha mai avuto niente», conclude amaramente Conte. Il messaggio lanciato da Potenza è chiaro: per salvare il Sud serve un’alternativa solida e unita, capace di mandare a casa le destre prima che l’occupazione del potere diventi irreversibile.
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