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La colonna di autotrasportatori partita da Altamura e diretta alla manifestazione di Bari

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Protesta per il carovita in Basilicata ma non solo in strada, a far sentire la loro voce anche studenti e commercianti e l’intervento della Chiesa


Quinto giorno di proteste contro il carovita. Anche in Basilicata le manifestazioni di autotrasportatori, agricoltori e cittadini non si fermano. Anzi, raddoppiano, con una serie di iniziative promosse anche da commercianti e studenti. Lungo la Strada statale 106 Jonica, all’altezza dello svincolo con la Statale Val d’Agri, continua per il quinto giorno la protesta contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita. Ma non smobilitano neanche gli altri presidi costituiti nella regione: terzo giorno di proteste sulla Strada statale Sinnica, mentre è stato ristabilito ieri mattina – dopo la sospensione nel weekend per consentire lo svolgimento della “Sagra della varola”, a Melfi – il presidio sulla “Bradanica” e nell’area di San Nicola, per il comprensorio del Vulture-Melfese e dell’Alto Bradano.

A questi “punti di ritrovo” si sono aggiunti, ieri, anche quelli agli ingressi del capoluogo lucano, in particolare nelle aree degli svincoli di Potenza est, Potenza ovest, e della zona industriale di Tito del raccordo autostradale tra Potenza e Sicignano degli Alburni, nel Salernitano. La protesta, peraltro, si è estesa a dismisura anche in Campania, provocando notevoli disagi alla circolazione, oltre che in diverse aree del Salernitano, in particolare al porto di Napoli e sull’autostrada A1 e sulla A30 tra Maddaloni e Caserta. La protesta sta rallentando anche la distribuzione della merce nei supermercati. In alcune province della Campania, della Calabria, soprattutto a Catanzaro, e in alcune zone della Sicilia si incominciano a vedere i primi scaffali vuoti, con i prodotti freschi particolarmente colpiti.

STUDENTI MOBILITATI

Ma in Basilicata non ci si è limitati ai presidi nelle strade. Ieri, al Liceo classico “Quinto Orazio Flacco” di Potenza, si è tenuta un’assemblea straordinaria alla quale hanno preso parte oltre 600 studenti, docenti e il dirigente scolastico per affrontare le problematiche della “crisi del caro-carburante e dell’aumento incontrollato del prezzo del materiale scolastico e delle attività scolastiche (viaggi di istruzione e progetti extracurriculari)” e lanciare “l’appello a mobilitarsi e scendere nelle piazze e manifestare affinché le istituzioni competenti ascoltino le istanze delle giovani generazioni e adottino misure concrete contro il caro-vita”.

Ad aprire gli interventi è stato il presidente della Consulta studentesca, Italo Marsico, nonché segretario dell’organizzazione “Primavera Giovanile”; a seguire, sono intervenuti i Rappresentanti degli studenti Arianna Notarfrancesco, Marilena Albano, Pietro Riccio, Aldo Pisati, Francesco Porretti e Gabriele Latronico, Mentre oggi, prima iniziativa del genere in regione, a Lavello anche i commercianti hanno deciso di fermarsi. Gli esercenti (altro servizio a lato) “abbasseranno le saracinesche delle proprie attività e dei negozi per aderire alla giornata di mobilitazione che li vedrà insieme ad agricoltori e autotrasportatori, in segno di protesta per la situazione economica sempre più critica”.

Tutta l’attenzione è rivolta al doppio incontro di oggi che il vice premier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, terrà a Milano con gli autotrasportatori: alle 10 in Prefettura con le sigle sindacali nazionali e alle 15 al Provveditorato con quelle locali, tra cui la Fedralog Calabria, organizzazione che sta coordinando le proteste in Calabria, Puglia e Basilicata. Incontri che ha confermato ieri, spiegando: «Sui camionisti sono sicuro che riusciremo a sbloccare fondi bloccati da troppo tempo».

IL CAB IN REGIONE

Ma anche in Basilicata c’è un appuntamento importante. Stamane, alle 10.45, i delegati del Coordinamento agricoltori Basilicata si sono recati nella sede del Consiglio regionale per essere ascoltati, in audizione, dalla Terza Commissione. “Porteremo proposte concrete sul caro carburante, sulla tenuta delle aziende e sul Tavolo verde – scrive il Cab in una nota non risparmiando frecciate all’assessore regionale all’Agricoltura, Carmine Cicala, e alla Coldiretti -. Partiamo dai risultati, come si fa in qualunque azienda. La crisi andava vista arrivare, e non è stata vista. Quando è esplosa, si è preferita una platea amica a un settore unito. Il guaio, allora, non è chi siede al tavolo: è il tavolo. E chi lo guidava se ne assuma la responsabilità.

Per questo il Tavolo verde va rifatto da capo. Aperto ai coordinamenti di agricoltori, alle organizzazioni di produttori, alle nuove sigle. Regole pubbliche, verbali consultabili, un responsabile e una scadenza per ogni decisione. Lo diciamo da un anno. Oggi se ne accorgono anche Copagri, Cia e Confagricoltura: tre su quattro. La quarta, si sa, era impegnata sul rimorchio. Con numeri così, in qualunque consiglio di amministrazione, si cambia. Martedì (oggi, ndr) scopriremo se sono convinzioni o parole di circostanza”. Il Coordinamento agricoltori, quindi, sottolinea: “Noi non chiediamo alleanze né posti a nessuno. Siamo agricoltori liberi, e ci mettiamo la faccia. Lo facciamo per chi ogni mattina accende il trattore e fa i conti, per i giovani che hanno scelto di restare, per una Basilicata che merita più di un annuncio. Chi vuole seguirci troverà la porta aperta: noi, a differenza di altri, le porte non le chiudiamo”.

LA CHIESA IN CAMPO

Al fianco dei manifestanti anche L’Ufficio regionale per la Pastorale sociale e del lavoro, presieduto da monsignor Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, e diretto da Rosangela Maino, “esprime gratitudine ai vescovi di Basilicata per la nota con cui hanno dato voce alle difficoltà del mondo agricolo e dell’autotrasporto, e ne fa proprio l’appello rivolto al Governo e alla Regione. Le mobilitazioni di questi giorni non possono essere ridotte a una questione di viabilità o di ordine pubblico – è scritto in un comunicato -: esprimono la richiesta, composta e responsabile, di cittadini che domandano di poter vivere del proprio lavoro e di vedere riconosciuti i propri diritti. I rincari del carburante, dell’energia e dei costi di produzione, uniti a una remunerazione dei prodotti spesso inferiore ai costi sostenuti, mettono a rischio la sopravvivenza di numerose imprese, in gran parte a conduzione familiare, e la tenuta dell’intero sistema produttivo”.

L’Ufficio per la Pastorale sociale, quindi, chiede “alle Istituzioni scelte concrete, non più soltanto misure emergenziali: interventi sul costo del carburante e dell’energia e sulla relativa fiscalità, un’equa remunerazione dei prodotti, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e un deciso contrasto alle pratiche speculative. In una regione costituita in larga parte da aree interne, sostenere l’agricoltura e l’autotrasporto significa contrastare lo spopolamento e offrire ai giovani la possibilità di restare”.

LA UIL PENSIONATI

A lanciare un appello è anche Carmine Vaccaro, segretario della Uil pensionati Basilicata: “La protesta degli autotrasportatori ci ricorda quanto il costo dei carburanti incida sull’economia e sulla vita quotidiana dei cittadini. Ma questa situazione deve spingerci a guardare oltre l’emergenza e a considerare tutte le fragilità presenti nella nostra società. Ci sono persone che non possono scioperare, che non hanno la possibilità di far sentire la propria voce e che spesso affrontano le difficoltà in silenzio.

Tra queste ci sono tanti pensionati, persone che hanno lavorato una vita e contribuito alla crescita della nostra regione”. Da qui il richiamo ai rappresentati del Consiglio regionale: “Chiediamo a tutte le forze politiche, senza distinzione di appartenenza, di assumersi una responsabilità concreta nei confronti dei cittadini più in difficoltà. Non è il momento delle divisioni, ma delle scelte. Occorre individuare ogni possibile risorsa, valutare i margini di intervento e ripensare le priorità per mettere in campo misure capaci di sostenere chi oggi fatica a vivere dignitosamente”.

MOZIONE A RAPOLLA

Sul fronte politico, a Rapolla, i consiglieri comunali Michele Rosario Sisti, Mauro Cocolicchio e Donato Antonio Acucella hanno presentato una mozione “per sostenere gli agricoltori e gli autotrasportatori lucani”: “Abbiamo chiesto la discussione urgente in Consiglio comunale. Servono interventi sui costi, accesso al credito, prezzi equi e rispetto dei tempi di pagamento”.

LE ACCUSE DI LOMUTI

Il deputato lucano del Movimento 5 stelle, intanto, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Governo per sapere “perché delle proteste degli autotrasportatori in Basilicata, Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Molise (alle quali si sono uniti agricoltori, lavoratori e cittadini), nonostante avessero assunto dimensioni importanti, provocando ripercussioni sulla viabilità, sull’approvvigionamento dei carburanti e sulle attività economiche, non ne è stata data notizia per giorni? Perché, nonostante la portata della mobilitazione e le ragioni che l’hanno determinata, l’informazione televisiva nazionale riserva alla vicenda uno spazio decisamente insufficiente e tardivo?”.
Lomuti quindi aggiunge: “Quando il disagio economico e sociale porta centinaia di persone a mobilitarsi, non siamo di fronte a una notizia marginale. E non è accettabile che le difficoltà di una regione ricevano attenzione soltanto quando le conseguenze delle proteste diventano impossibili da ignorare. A chi sta manifestando voglio dire che le vostre ragioni meritano ascolto, rispetto e attenzione”.

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