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Sui social il video del brutale aggressione a Siderno ad un minorenne di origine indiano: identificati e denunciati i componenti minorenni del branco.
SIDERNO (REGGIO CALABRIA)- Indignazione, sconcerto e, forse, anche paura. Ma è augurabile che non ci si fermi alla condanna di prassi e che la comunità di Siderno crei un vero presidio civico. Da un paio di giorni è diventato virale un video -è finito sui social- che vede un gruppo di rissosi, tutti minorenni, aggredire sul centralissimo Corso della Repubblica, davanti a tanta gente, un loro coetaneo di nazionalità indiana. Il video è breve, ma sufficiente per ricostruire l’attacco al ragazzo, tra spintoni, qualche schiaffo e calci, tanti calci. Una scena vomitevole e scioccante che, se nei grandi capoluoghi fa scalpore, da queste parti, dove la tranquillità non è totale come si immagina, ma si pensa ancora ad una realtà a misura d’uomo, lascia sconcertati.
LE INDAGINI SULL’AGGRESSIONE AVVENUTA DI SERA A SIDERNO
Probabile che all’aggressione ci sia stato un pregresso, ma il dato è semplicemente orribile: si sono scatenati in cinque contro uno. La vittima è caduta dopo i primi colpi a terra e la gang ha continuato a colpire. Qualcuno, tra i passanti, ha cercato di contenere l’attacco e dissuadere gli aggressori che, bellamente, venivano ripresi col telefonino da qualche loro sodale. Sulla vicenda hanno indagato i carabinieri della stazione e della compagnia di Locri. Gli aggressori sono stati individuati e denunciati. Il ragazzo aggredito, dopo il ricovero in ospedale a Locri, è stato dimesso.
Ieri, 2 ottobre 2026, a Roma, nella riunione della direzione nazionale del Pd, dove era impegnata, il sindaco Maria Teresa Fragomeni ha informato i partecipanti di questa vicenda che ha toccato la sua città. In una dichiarazione resa nella giornata di ieri ha ribadito che Siderno non è una città violenta. La sezione del Pd, in chat, ma anche in riunioni estemporanee, ha affrontato il caso, traendo la conclusione che non si può fare finta di niente. In una lunga nota l’Area Moderata, Liberale e Riformista di Siderno scrive tra l’altro in una lunga a articolata nota, che non basta indignarsi davanti ad un video. “Occorre domandarsi- aggiungano i dirigenti- quale contributo ciascuno possa dare”.
L’ANALISI DEL GARANTE MARZIALE SUL FALLIMENTO EDUCATIVO
Da Milano segue attentamente la vicenda il professor Antonio Marziale, Garante per l’infanzia della regione Calabria, docente di Sociologia dell’educazione e della famiglia all’università Mediterranea di Reggio Calabria. Durissima la sua analisi: L’aggressione di Siderno- dice- è la firma sul fallimento totale di famiglia e scuola. E’ tempo di finirla con le ipocrisie e i buonismi. Le famiglie hanno fallito su tutta la linea, incapaci di dare una sola regola e pronte a fare da scudo e da avvocato ai figli a qualunque porcheria commettano.
La scuola, dal canto suo, è ormai un guscio vuoto, soffocato dalla burocrazia, spogliato di ogni autorità e del tutto incapace di contenere i ragazzi nei loro eccessi.Vedere un ragazzino massacrato mentre i coetanei filmano per incassare quattro like sui sociale mostra un’umanità azzerata e anestetizzata. Non ci sono giustificazioni, ne scuse, perché questa brutalità da branco e questo voyeurismo digitale sono il risultato diretto di una generazione di adulti fallita”.
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