La deliziosa sardella di Crucoli
3 minuti per la letturaAlla vigilia della storica sagra della sardella di Crucoli sotto la lente della polizia presunte criticità igienico-sanitarie
CRUCOLI – Alla vigilia della storica Sagra della sardella, tradizionale appuntamento estivo nel borgo di Crucoli, si accendono i riflettori degli organi di pubblica sicurezza sulle procedure organizzative e sulla catena di approvvigionamento dei prodotti gastronomici destinati al pubblico.
Secondo quanto emerso da alcune note, recentemente trasmesse all’attenzione della Questura di Crotone, sarebbero state evidenziate diverse criticità in merito alla tracciabilità della materia prima e al rispetto dei requisiti igienico-sanitari previsti dalle normative vigenti.
Criticità igienio-sanitarie e in materia di tracciabilità
Al centro dei rilievi, in particolare, figurerebbe la provenienza della sardella utilizzata per la preparazione dei piatti tipici somministrati nel corso della manifestazione. Le informative segnalano l’ipotetico reperimento di parte del prodotto da canali privati non autorizzati alla commercializzazione, con conseguente assenza della documentazione idonea ad attestarne la tracciabilità e la qualità.
Ulteriori perplessità riguardano la fase di lavorazione degli alimenti correlati (pane e preparati da forno), la quale – secondo le notizie giunte agli uffici di Polizia – verrebbe svolta in strutture private potenzialmente prive dei necessari requisiti di idoneità igienico-sanitaria. Nelle segnalazioni inviate a Crotone si fa inoltre menzione delle complesse normative europee e nazionali che disciplinano l’impiego del novellame di pesce, ricordando le strette limitazioni sulla cattura e sulla somministrazione di determinate specie ittiche.
La patria della sardella
Gli atti della vicenda si trovano ora al vaglio delle autorità competenti e della Questura di Crotone per le opportune valutazioni, gli accertamenti del caso ed eventuali controlli a tutela della salute pubblica e dell’ordine pubblico.
La sardella tradizionale calabrese, di cui Crucoli è la patria, si prepara storicamente con la neonata di sarda, finita sotto la cappa dei divieti UE. Il Regolamento (CE) 1967/2006 dell’Unione Europea stabilisce il divieto tassativo di pesca, detenzione, sbarco, trasporto, vendita e somministrazione del novellame di pesce azzurro (al di sotto della taglia minima consentita per tutelare gli stock ittici del Mediterraneo). Dopo una serie di deroghe temporanee concesse alla Calabria in ragione della tradizione locale, dal 2010 la deroga UE è definitivamente terminata. Di conseguenza, la cattura e la commercializzazione della neonata di sardina per produrre la sardella tradizionale sono illegali a tutti gli effetti sul territorio europeo.
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I divieti Ue e il pesce-ghiaccio
Per consentire il prosieguo della tradizione gastronomica e delle sagre senza incorrere in illeciti penali o amministrativi, la produzione lecita e commerciale della sardella avviene sostituendo la neonata di sarda con specie ittiche autorizzate, principalmente il pesce ghiaccio (Neosalanx tangkahkeii).
La conserva a base di pesce ghiaccio (o altre specie lecite), peperoncino in polvere e semi di finocchietto è perfettamente legale e tracciabile, purché prodotta e distribuita nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di tracciabilità alimentare alimentari vigenti. I puristi storcono il caso. Del resto, non c’è paragone quanto a gustosità tra il pesce ghiaccio e il novellame di sarda. Ma, al di là dei divieti Ue, la sagra di Crucoli sarebbe finita sotto la lente anche per presunte carenze igieniche e in materia di tracciabilità.
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Non è onesto far sparire le abitudini locali che durano da centinaia di anni nei piccoli paesi della Calabria. Decidere su questi divieti da Bruxselles e anticulturale, interrompe le tradizioni locali. Non poter ad esempio tirare la “sciabica” dalla riva in un comune calabrese che aveva nel tempo chiamato Calalunga una parte della zona marina di sua competenza. e’ oscurare e annientare le tradizioni locali dei cittadini che seppur con enormi sacrifici sono nati o frequentato per necessità questi luoghi. A dimostrazione di quel quanto affermato, chiedete aule nuove generazioni cosa significhi “Calalunga”. Perciò le regole europee devono tener conto delle realtà locali tipo la sardella di Crucoli e delle possibilità di far usare la sciabicava Calalunga così da diventare un vero richiamo alle vere tradizioni locali .
Stanno distruggendo tutto… Secoli di tradizioni che si perdono, Fanno i controlli dove gli conviene, le manifestazioni organizzate dagli intoccabili nessuno va a controllare i requisiti igienici sanotari. Fate schifo! Siete una massa di delinquenti.
Vigliono far rifigurare che Il problema sia la pesca della sardella, invece di regolamentarla magari imponendo delle quantità per la pesca , fanno divieto assunto favorendo la pesca illegale, poi fanno i finti sequestri…
La sardella costituidsce un indicatore culturale unico per wcrucoli.
Alcune cose dovranno cambiare per adeguarsi a norme igienico-sanitarie,a tutela dei consumatori ma genuinità di un prodotto fatto in casa è una certezza. Per una sagra una volta all’anno non ci può essere nessuna speculazione: vergogna!
Ridicoli e patetici state contribuendo alla sparizione di una delle tradizioni più antiche della nostra terra.a cominciare da Bruxelles a finire a chi segue gli ordini da noi….non avete capito che ci stanno svendendo.non centra niente la salvaguardia sono solo manovre economiche
La UE farebbe bene e meglio a controllare tutti i divieti imposti. Alle nazioni dalla FONDERLAI e spiegare quanti soldi ha incassato.