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Un'aula scolastica (foto di repertorio)

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Il libro “La storia tra i banchi” del docente Giuseppe Ferraro, un viaggio nell’universo dell’insegnamento


COSENZA -“La storia tra i banchi” è l’ultimo sforzo letterario di Giuseppe Ferraro, dottore di ricerca in Storia contemporanea all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino. ed esperto in didattica della storia e nella formazione docenti. Il volume nasce da un equilibrato e originale connubio fra teoria e pratiche di insegnamento della storia che mette in relazione dimensione umanistica e spirito imprenditoriale, inclusione e interdisciplinarità, tradizione e innovazione, facendo dialogare didattica, ricerca e public history. Un viaggio nell’universo dell’insegnamento e della sperimentazione, fondamentale per la formazione universitaria dei futuri docenti, per l’aggiornamento professionale e per coloro che nella società civile interagiscono con il mondo della scuola.

LE PAROLE DI GIUSEPPE FERRARO

«Da una buona didattica dipende molto la qualità della vita democratica futura. La storia e il suo insegnamento infatti rivestono un’importanza politica, oltre che educativa/didattica, centrale nella vita dello Stato e dei suoi cittadini. Proprio per questo quando si parla di questi temi bisogna rimanere vigili come cittadini, non solo come esperti o intellettuali. La storia, il suo apprendimento e insegnamento sono alla base di quel pensare storicamente che apre le porte alla cittadinanza attiva, consapevole, democratica, critica, globale e inclusiva», spiega Ferraro.

«Per quanto riguarda la dimensione interdisciplinare e l’approccio storico-culturale ho cercato il più possibile di declinare, nella dimensione della didattica, quello che Fernand Braudel teorizzava a proposito della ricerca storica e del suo rapporto con le scienze sociali», evidenza l’autore.
«Fare una lezione sulla Prima guerra mondiale, ad esempio, non significa per forza concentrare tutta l’azione didattica sulla sua dimensione evenemenziale, certo importante, ma aprirsi alle possibilità che potrebbero derivare dall’analisi di aspetti più particolari del conflitto, leggerlo da diverse angolature, attraverso lettere, diari, foto, oggetti, luoghi, monumenti, approfondendo la dimensione psicologica, ma anche biologica, scientifica e addirittura ambientale della guerra», aggiunge Ferraro.

L’IMPORTANZA DELLA STORIA DEI TERRITORI

«Il locale, territoriale, soprattutto per chi abita in alcune regioni meridionali dell’Italia, spesso coincide con debole, senza risorse, marginale, privo di significatività e problematico. In queste esperienze didattiche il “periferico” è risultato invece centrale. La dimensione locale-territoriale è stata vista come un valore aggiunto e un ausilio a rendere più efficaci i percorsi e le attività didattiche proposte», rileva l’autore del volume.

LA MISSION DEL LIBRO DI FERRARO

Un libro pensato come una “cassetta degli attrezzi” per le attività didattiche da svolgere, ma anche fungere da testo formativo per docenti, universitari e operatori impegnati nella formazione scolastica. All’interno del volume vi è anche la volontà di scommettere sulle potenzialità del sistema scolastico, consci però dei non pochi segnali di crisi e di pessimismo. Rendere pubbliche queste esperienze e riflessioni non è solo un’azione intellettuale e culturale, ma anche democratica e civica, per non fare immolare sull’altare del profitto e della mercificazione le “discipline dell’umanità”.

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