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(Adnkronos) –
Sergio Mattarella tra legge elettorale, Unione Europea, difesa e non solo. Il presidente della Repubblica è intervenuto in occasione della cerimonia del Ventaglio: “Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo, com’è comprensibile, parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”, ha detto riferendosi alla nuova legge elettorale in discussione in Parlamento, “non nascondo, doverosamente, la preoccupazione, tante volte manifestata, per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”.
“In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”, ha continuato Mattarella.
Mattarella ha parlato di Unione Europea e difesa comune: “Ė utile ricordare che, com’è noto, due esperienze di grande rilievo come l’Euro e Schengen, sottolineo: la moneta comune e la libera circolazione nella gran parte dei Paesi dell’Unione, sono nate nell’ambito del quadro giuridico attuale, come cooperazioni rafforzate; che si sono sempre più ampliate come partecipazione. L’attitudine e la strategia che ho appena ricordato rende evidente che la realizzazione” della difesa comune europea “non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace”.
“Siamo di fronte”, ha continuato il Capo dello Stato, “a uno scenario crescente di conflitti che infiamma un arco di crisi che dal Mediterraneo coinvolge il Golfo, si affaccia sull’Oceano Indiano, vede la guerra nel cuore dell’Europa: per numero di Paesi coinvolti, di popoli sofferenti, difficile non coglierne la dimensione globale e le responsabilità che ne derivano”.
“Il Regolamento europeo sulla libertà dei media è entrato in vigore l’8 agosto del 2025, un anno addietro, dettando regole, immediatamente applicabili, che riguardano, fra l’altro, le questioni della indipendenza editoriale, i contenuti delle grandi piattaforme digitali, il funzionamento indipendente dei media del servizio pubblico. Il ritardo, anche in Italia, per il pieno recepimento di indicazioni cui hanno contribuito gli stessi governi dell’Unione e i deputati al Parlamento europeo, espressi dai diversi Paesi membri, appare difficilmente comprensibile”, ha affermato Mattarella
“Il ruolo essenziale dell’informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità. E’ auspicabile che, nell’attesa, si ponga finalmente riparo alla paralisi del sistema radio tv pubblico determinato dal blocco nel funzionamento della commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi”.
Mattarella ha voluto citare anche il fenomeno migratorio: “Leone XIV ha richiamato le coscienze di chi, nel mondo, riveste responsabilità istituzionali. Personalmente ritengo indiscutibile, e condivido appieno, la considerazione del Pontefice della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza, del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio, e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno” migratorio. “Strategia possibile e sostenibile. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare -vanamente- di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene”.
“Ė comprensibile e opportuno”, ha spigato il presidente della Repubblica, “dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.
Il presidente della Repubblica ha anche parlato degli scontri No Tav in Val di Susa: “Intendo richiamare il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza. Non è accettabile che si faccia strada la convinzione che, se le proprie posizioni risultano minoritarie all’interno della società, sia giustificabile il ricorso a forme di violenza, che aggrediscono le libere volontà democratiche del popolo italiano espresse attraverso le istituzioni previste dalla Costituzione”, ha detto Mattarella, “una sorta di fai da te, di liberi tutti rispetto all’azione dei poteri pubblici, cioè comuni. Quanto avvenuto, da ultimo, sabato in Val di Susa è inammissibile: sono chiamate in causa le basi stesse della convivenza democratica e non è accettabile alcuna esitazione né circospezione nel condannare e contrastare simili comportamenti aggressivi”.
“La violenza”, ha aggiunto il Capo dello Stato, “è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica. Vi si affianca un fenomeno più volte denunziato sulle pagine di diversi giornali e che richiede maggiore responsabile attenzione da parte di tutti, nella società e nella vita politica. Il fenomeno di una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”.
Il monito di Mattarella arriva anche riguardo all’uso dell’intelligenza artificiale: “Cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti? L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”, ha affermato il presidente della Repubblica.
“Nell’esperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi”, ha ricordato il Capo dello Stato, “gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale. Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. Ė un compito e una responsabilità per gli operatori dell’informazione”.
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