Il sit in davanti al Tribunale di Castrovillari
4 minuti per la letturaIl gup di Castrovillari ha rinviato a giudizio il datore di lavoro per la morte Edison Malaj, avvenuta in un cantiere nel 2024
CASTROVILLARI (COSENZA) – Il titolare dell’impresa per cui lavorava Edison Malaj, l’operaio morto nel 2024 in un cantiere, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di omicidio colposo. La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 9 dicembre davanti al Tribunale di Castrovillari. La decisione del rinvio a giudizio nei confronti di F.D. L. è stata presa nel primo pomeriggio di ieri dal Gup, al termine della camera di consiglio.
«Siamo soddisfatti della decisione assunta dal Gup e confidiamo nella giustizia affinché i familiari di Edison Malaj possano ottenere le risposte che meritano e si possa finalmente fare luce su quanto accaduto», ha commentato l’avvocato Francesco Saverio Chiaradia, legale della famiglia della vittima.
LA FILLEA CGIL COSTITUITA PARTE CIVILE
Durante il procedimento davanti al Gup riconosciuto alla Fillea Cgil provinciale Cosenza Pollino il diritto di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario sulla morte di Edison Malaj. L’operaio ha perso la vita il 16 febbraio del 2024 in un cantiere situato nel comune di Frascineto, travolto e schiacciato dal crollo di pesanti lastre di cemento.
La richiesta di costituzione di parte civile della Fillea Cgil, rappresentata dall’avvocato Antonio Formisano del foro di Roma, è stata ammessa ieri mattina, nel corso dell’udienza preliminare tenutasi presso il Tribunale di Castrovillari, dal gup Carmen Lodovica Bruno.
«Il Tribunale di Castrovillari ha riconosciuto il diritto dell’organizzazione sindacale alla costituzione di parte civile in quanto – ha spiegato l’avvocato Antonio Formisano – l’infortunio mortale di Edison Malaj ha leso il diritto della sindacato a perseguire la tutela della salute del lavoratore sul posto di lavoro».
IL SIT IN DI FAMILIARI E SINDACATO DAVANTI AL TRIBUNALE
L’ammissione della richiesta è giunta dopo che, nella stessa mattinata, i rappresentanti della Fillea Cgil e i familiari di Edison Malaj – la moglie Silvana e i figli Sara e Gabriele – avevano organizzato un sit-in davanti al Tribunale di Castrovillari.
«Siamo qui con la speranza di avere finalmente giustizia, una giustizia che in più di trenta mesi non abbiamo ancora ottenuto. Siamo qui per lottare e far sì che quello che è successo a mio padre non accada mai più a nessun altro. Papà era una persona meravigliosa; noi figli avremmo dato la vita per lui. Questa tragedia ha sconvolto completamente la nostra esistenza, ma abbiamo scelto di raccogliere tutte le nostre forze per lottare. Il cambiamento è possibile, ma deve partire da chi ci crede davvero. Ringraziamo la Fillea Cgil per esserci sempre stata a fianco: noi ci crediamo e non vogliamo essere lasciati soli», ha dichiarato Sara Malaj.
«Di mio padre ho un ricordo stupendo, era una persona genuina», gli ha fatto eco il fratello Gabriele Malaj. «Purtroppo è rimasto vittima di un sistema spietato che ogni giorno miete un numero inaccettabile di vite. Siamo qui oggi, insieme alla nostra famiglia, per chiedere ciò che ci spetta: giustizia».
MORTE DI MALAJ, «SERVE UNA PROCURA NAZIONALE SUL LAVORO»
Accanto ai familiari di Edison Malaj erano presenti anche i rappresentanti della Fillea Cgil provinciale Cosenza Pollino. «Siamo qui per supportare la famiglia Malaj nel seguire un procedimento che sta muovendo i primi passi. Assistere le famiglie delle vittime – ha spiegato Giuseppe De Lorenzo, segretario generale della Fillea Cgil – è per noi un compito e un dovere preciso. Vogliamo che questo diritto venga esteso a tutti: chi muore lavorando deve essere riconosciuto a tutti gli effetti come “vittima del dovere”».
«È necessario – ha proseguito De Lorenzo – mettere le famiglie nelle condizioni di affrontare i processi senza l’incubo dei costi legali, con il gratuito patrocinio. Serve una Procura Nazionale sul Lavoro, concepita sul modello della Procura Antimafia, e stiamo seguendo un percorso parlamentare affinché questi strumenti diventino realtà. Inoltre – ha concluso il segretario generale della Fillea Cgil Provinciale Cosenza Pollino, Giuseppe De Lorenzo – chiediamo l’introduzione immediata del danno provvisionale. Chi perde un familiare non può attendere i tempi biblici della giustizia per ottenere un ristoro economico».
NEL 2024 SI SONO REGISTRATI 1090 MORTI SUL LAVORO
«Il dramma di Edison Malaj si inserisce – ha affermato Francesco Saverio Chiaradia, l’avvocato difensore della famiglia Malaj – in un contesto nazionale tragico: soltanto nel 2024 si sono registrati 1.090 morti sul lavoro. Parliamo di poco meno di tre morti al giorno. È come se ogni anno scomparisse nel nulla un intero piccolo comune. È un dato inaccettabile» ha concluso l’avvocato Chiaradia.
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