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Una delle fasi del Dibattito pubblico alla Cittadella regionale di Catanzaro, erano presenti vertici dell’Anas, associazioni e sindaci

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Parte il confronto sui nuovi tracciati della Statale 106 Jonica. Primi malumori. Le parole di Mupo (Anas) alla Cittadella regionale. Dubbi di alcuni sindaci e Caulonia dice no al tracciato costiero


CATANZARO – Prende forma il futuro della Statale 106 Jonica. Con la presentazione delle quattro alternative progettuali, si è ufficialmente aperto il Dibattito pubblico sul completamento della nuova SS 106 tra Reggio Calabria e Catanzaro. Un’opera attesa da decenni, nata dalla collaborazione tra Anas e Regione Calabria, che punta a chiudere la “Strada della Magna Grecia” in continuità con i tratti già realizzati, in corso nell’alto Ionio cosentino e crotonese. Ieri mattina, martedì 15 settembre 2026, nella Sala Verde della Cittadella regionale, con il responsabile Struttura territoriale Anas Calabria Luigi Mupo, erano presenti i vertici di Anas ed alcuni degli amministratori locali delle zone interessate al progetto.

NUOVI TRACCIATI STATALE 106, SI APRE IL DIBATTITO

«Finalmente ci siamo. Dopo gli appalti e i cantieri nell’Alto Ionio cosentino e nel Crotonese, Anas apre ufficialmente il dossier più atteso: la nuova Statale 106 da Catanzaro a Reggio Calabria».
Con queste parole l’ingegnere Mupo ha aperto i lavori. La prima delle tre giornate di confronto con sindaci, enti ed associazioni di categoria. Incontri – è stato detto – che nascono per evitare opposizioni a posteriori e accelerare l’iter autorizzativo.

LE PAROLE DI LUIGI MUPO (ANAS)

«Sono quattro alternative sulle quali non abbiamo preferenze particolari – ha spiega Mupo -. Siamo qui proprio per confrontarci con il territorio, per raccogliere tutti i suggerimenti, tutte le criticità che in qualche modo potrebbero essere risolte a priori e consentire di trovare una soluzione ottimale per il territorio». Tutte le ipotesi, sottolinea Anas, sono state costruite su uno studio approfondito che tiene insieme esigenze socio-economiche, trasportistiche, caratteristiche geomorfologiche e vincoli ambientali e paesaggistici. A corredo, anche un’analisi costi-benefici. Il nodo resta la scelta tra un tracciato più costiero ed uno pedemontano.

«TUTTE LE SOLUZIONI HANNO PREGI E DIFETTI»

«Tutte le soluzioni hanno dei pregi e dei difetti. La pedemontana dovrebbe servire le aree più interne, consentendo ai traffici a lunga percorrenza di bypassare la costa e di distribuire il traffico in maniera capillare lungo la costa. Sull’alternativa costiera abbiamo altre problematiche di natura paesaggistica e ambientale, ma meno impattanti dal punto di vista geologico e geomorfologico e quindi anche meno onerose».
I numeri, sono quelli delle grandi opere con un centinaio di Comuni potenzialmente interessati dal nuovo tracciato e con una spesa prevista che varia a seconda dell’alternativa che sarà scelta come preferenziale. «I costi variano dai 6 ai 12 miliardi di euro – ha confermato Mupo – cifre importanti, tant’è che lo studio è stato fatto per stralci funzionali. Compatibilmente con le risorse che Regione e Governo riterranno di mettere a disposizione, si potrà procedere per pezzi, per stralci funzionali».

NUOVI TRACCIATI 106, I PRIMI MALUMORI

Ma già si registrano i primi malumori. Tra tutti, quello del Comune di Belcastro che ha espresso dissenso per il timore di rimanere tagliato fuori dal nuovo tracciato. Il sindaco di Caulonia, Francesco Cagliuso, ha espresso la sua contrarietà alla soluzione “costiera” optando per quella “pedemontana”.

«Siamo qui proprio per raccogliere le istanze del territorio. Ascolteremo tutti i Comuni, tutti gli enti interessati, proprio per cercare di tirare fuori una soluzione condivisa, che possa poi nel percorso autorizzativo raggiungere più rapidamente il benestare di tutti gli enti e avere il nulla osta da parte di tutti i soggetti coinvolti».

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IL DIBATTITO PUBBLICO

Il dibattito pubblico è strutturato in tre sedute, seguendo la suddivisione in tre tronchi funzionali dell’opera. Catanzaro con il tronco più settentrionale, che va dalla Variante A alla Variante B, cioè da Squillace a Roccella Ionica.Locri (oggi, ndr) con il secondo tronco, che collegherà la Variante di Palizzi alla Variante B. Domani a Reggio Calabria con il terzo tronco, da Reggio Calabria a Bova Marina, che collegherà la Variante di Palizzi, già in costruzione, fino al capoluogo.
«Al termine di questo passaggio – ha concluso Mupo – obbligato su tutti i territori, abbiamo 60 giorni per elaborare la relazione conclusiva e proporre al Ministero l’alternativa ottimale da approfondire. È una procedura che potremmo pensare di completare nel corso di quest’anno, per poi avviare il Progetto di fattibilità tecnico-economica su quella che sarà l’alternativa scelta».

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