Il Tribunale di Cosenza
2 minuti per la letturaRichiesto l’ergastolo per Francesco Le Pera per l’omicidio di Pasquale Aquino avvenuto il 3 maggio 2022 a Corigliano Rossano
CORIGLIANO ROSSANO (COSENZA) – Giunge alle battute finali il processo dinanzi alla Corte d’Assise di Cosenza per l’agguato mortale a Pasquale Aquino. L’uomo fu ucciso a colpi di pistola e mitraglietta la sera del 3 maggio 2022 davanti alla sua abitazione a Schiavonea. A conclusione della requisitoria, il sostituto procuratore della DDA di Catanzaro, Alessandro Riello, ha affermato la piena certezza delle responsabilità penali a carico degli imputati.
LE RICHIESTE DELLE DDA
Il magistrato ha sollecitato l’ergastolo con un anno di isolamento diurno per il ventiquattrenne Francesco Le Pera, indicato come uno dei killer assieme a un secondo presunto esecutore all’epoca minorenne. Per il ventiquattrenne Manuel Intrieri e il quarantaduenne Giorgio Arturi chiesti invece ventitré anni di reclusione ciascuno, proponendo l’esclusione dei futili motivi e le attenuanti generiche. L’impianto accusatorio combina i filmati delle telecamere, i dati del Gps, le intercettazioni e le perizie balistiche.
LA RICOSTRUZIONE DELL’AGGUATO
La Dda ricostruisce un’azione preceduta da quattro sopralluoghi a bordo della Fiat 500L di Intrieri. L’auto fu immortalata la sera del delitto nei punti chiave tra cui la vicina farmacia Favaro, dove si trovavano Intrieri e Arturi poco prima dell’agguato. La vettura sarebbe poi servita al recupero dei sicari. A completare il quadro vi sono le due biciclette impiegate per la fuga — una delle quali ceduta a Le Pera da una conoscente in contrada Fabrizio — e gli accertamenti balistici. Questi ultimi collegano i proiettili a una pistola Bernardelli e a una mitraglietta Skorpion sequestrate durante le indagini.
IL RUOLO DI LE PERA
Nel delineare le singole condotte, la Procura ritiene che su Le Pera convergano la compatibilità antropometrica con uno dei ciclisti, la disponibilità del mezzo di fuga, i legami con l’arsenale e diverse conversazioni intercettate. Elementi che ne evidenziano il ruolo primario nel gruppo, unitamente alle dichiarazioni rese prima di togliersi la vita in carcere dal co-indagato Francesco Cufone.
Intrieri e Arturi avrebbero invece garantito la copertura e il supporto logistico, partecipando ai sopralluoghi e curando le fasi di coordinamento a ridosso dell’esecuzione. Nel chiudere il proprio intervento, il Pm ha ribadito che ogni eventuale pista alternativa sollevata dalle difese è stata analizzata ed esclusa per mancanza di riscontri oggettivi.
Il processo entra così nella fase decisiva con le imminenti arringhe dei difensori Giovanni Zagarese, Gianni Scatozza e Pasquale Di Iacovo, a cui faranno seguito le eventuali repliche prima della sentenza della Corte d’Assise.
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