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Una decina di operai è salita su un’impalcatura a Torricella Sicura per chiedere stipendi arretrati. Filca Cisl accusa una ditta di Modugno.
BARI – Una ditta con sede a Modugno, in provincia di Bari, è al centro delle proteste di un gruppo di operai edili. In due giorni consecutivi, nello stesso cantiere di Torricella Sicura, in provincia di Teramo, i lavoratori denunciano stipendi arretrati e presunte irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro.
Durante la mattina dello scorso 29 ottobre, una decina di operai italiani è salita sull’impalcatura del cantiere per chiedere il pagamento di circa 7.000 euro di arretrati a testa. La protesta è arrivata a 24 ore di distanza da quella di tre lavoratori egiziani, che avevano manifestato nello stesso luogo minacciando di gettarsi.
L’INTERVENTO DELL’IMPRESA TERAMANA
La situazione si è sbloccata grazie alla trattativa condotta da Giancarlo De Sanctis, segretario generale interregionale Abruzzo-Molise della Filca Cisl, insieme alle forze dell’ordine. Gli operai sono stati fatti scendere in sicurezza e la società committente, Casa Attiva, con sede a Torricella Sicura, ha disposto un bonifico immediato di 2.000 euro per ciascun lavoratore.
Secondo quanto riferito da De Sanctis, il subappaltatore pugliese sarebbe «completamente scomparso dalla circolazione», lasciando diversi lavoratori senza salario. L’impresa teramana avrebbe già saldato tutti gli stati di avanzamento dei lavori e ha deciso di intervenire direttamente per far fronte all’emergenza, nonostante l’assenza del subappaltatore pugliese. Casa Attiva ha inoltre proposto di assumere direttamente tutte le maestranze edili, senza più ricorrere a intermediari. I lavoratori valuteranno la proposta dopo aver ricevuto l’acconto.
I SOSPETTI SULLA DITTA DI MODUGNO
A preoccupare il sindacato sono anche le possibili irregolarità nella gestione del personale da parte dell’azienda barese. «Abbiamo scoperto che i lavoratori erano stati licenziati diverse settimane fa a loro insaputa, continuando a lavorare ignari di tutto. Avvieremo tutte le verifiche su Cassa Edile, Inps e Inail per rifarci sulle differenze retributive spettanti», ha dichiarato De Sanctis.
La vicenda potrebbe inoltre avere conseguenze che vanno oltre il singolo cantiere. Stando a quanto denunciato dal sindacato, la ditta di Modugno «ha altri cantieri nel Teramano e molti edili, compresi altri operai del gruppo egiziano ripartiti ieri, si trovano nelle stesse condizioni. Il rischio che simili proteste estreme si ripetano nelle prossime ore è purtroppo concreto».
Intanto, per i lavoratori coinvolti resta da recuperare la parte restante degli stipendi arretrati e da chiarire le responsabilità nella gestione dei rapporti di lavoro.
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