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Riace, Mimmo Lucano: «Non ho speso un euro. Questa è una persecuzione». Lucano respinge le accuse sui debiti e sui conti comunali che stanno portando il Comune verso lo scioglimento.


RIACE – Sono giorni di trepidazione, ansia e anche di nervosismo quelli che si vivono a Riace. O è meglio dire nel palazzo comunale del piccolo centro dell’Alto Jonio Reggino. Tutti attendono la decisione che  consegue alla delibera del Commissario ad acta, che nei giorni scorsi ha scritto nero su bianco che «non risulta possibile attestare il permanere degli equilibri generali di bilancio dell’esercizio finanziario 2026». Ciò equivale alla mancata approvazione del bilancio comunale e porta allo scioglimento del Consiglio. Nel frattempo, il sindaco Domenico Lucano ha pensato di dire la sua in merito alle vicende che hanno portato a questo rischio il Comune di Riace, a distanza di poco più di due anni dalle ultime elezioni, avvenute nel giugno del 2024, per il quarto mandato dello stesso Lucano alla carica di primo cittadino.

LA CONFERENZA STAMPA A RIACE DI MIMMO LUCANO E LE ACCUSE SULLE RESPONSABILITÀ POLITICHE

Ieri mattina, 29 ottobre 2026, ha convocato una conferenza stampa, che si è svolta nella mediateca comunale, per spiegare le sue ragioni. A riempire la sala indicata c’erano quelli da sempre più vicini a Domenico Lucano, giunti da diverse parti della Calabria, compresi alcuni amministratori comunali. Ed è arrivato a suo sostegno anche l’ex presidente della Regione, Mario Oliverio.

A prendere subito la parola è stato Lucano, che prima di entrare nel cuore della trattazione, ha espresso solidarietà al sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, finito ai domiciliari nell’operazione “Ginestra” della Dda di Catanzaro. Ha respinto ogni responsabilità sull’operato della sua amministrazione in merito al carico debitorio che non ha consentito al Commissario ad acta di riapprovare la salvaguardia degli equilibri di bilancio per l’esercizio finanziario dell’anno in corso. «L’ennesima volontà – ha dichiarato Domenico Lucano – di spegnere quelle voci che forse non sono gradite alla politica nazionale. Mi sono stancato di questa manipolazione della realtà».

L’ATTACCO DI MIMMO LUCANO ALLA PREFETTURA, IL NODO DEL COMMISSARIO E L’ESPOSIZIONE DEBITORIA DEL COMUNE DI RIACE

Poi, lo stesso ha continuato il suo intervento puntando il dito direttamente sulla Prefettura di Reggio Calabria: «La Prefettura continua ad avere un ruolo centrale in questo processo (di manipolazione, ndc) iniziato con il Prefetto Michele Di Bari (già a capo della Prefettura di Reggio Calabria dal 2016 al 2019, ndc)». Il sindaco si pone questa domanda: «Perché questo accanimento?». E si dà subito una risposta: «È un infierire su qualcuno che ha voluto dare risposte vere all’immigrazione». Arriva così a trattare il vero tema del momento, il ruolo del Commissario ad acta e quanto ha prodotto a proposito del riequilibrio del bilancio del Comune di Riace. «La commissaria ad acta (dottoressa Rosa Romeo, ndc), appena arriva a Riace – specifica Lucano –, esordisce che tutto è a posto, come anche esprimevano i pareri degli uffici comunali. Poi cambia tutto».

Il sindaco di Riace, a dire il vero, aggiunge anche che il parere del revisore dei conti ad agosto era favorevole al riequilibrio e alla delibera del Commissario ad acta il parere diventa contrario. Lucano conclude gridando allo «scandalo, questo è uno scandalo, frutto di un atteggiamento persecutorio, e l’ultimo paradosso che vi dico è che io non ho fatto una spesa». Il problema è però che il Comune di Riace ha un’esposizione debitoria di circa 4,84 milioni di euro, tra debiti fuori bilancio e contenziosi, dopo un precedente dissesto finanziario.

L’INTERVENTO DI OLIVERIO E LO STALLO DEL CONSIGLIO COMUNALE

Più duro l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, «venuto appositamente – come ha dichiarato prendendo la parola – per denunciare un abuso verso il Comune di Riace da parte di organi dello Stato». Oliverio addebita la mancata approvazione del riequilibrio all’impossibilità di procedere alla surroga di un consigliere comunale dimissionario. Al momento, all’interno del civico consesso di Riace, c’è parità tra maggioranza e gruppi di opposizione, dopo varie dimissioni di componenti prima vicini al sindaco. Una situazione che non ha consentito la sostituzione con il primo dei consiglieri non eletti. Così le attività del consiglio comunale si sono bloccate. «Una cosa paradossale e illegittima» la definisce Mario Oliverio. Ma i debiti di diversi milioni di euro rimangono e ora potrebbero portare al commissariamento del Comune. E forse a un nuovo dissesto.

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