Rocco Antonio De Carlo
3 minuti per la letturaRuoti, sul sagrato della chiesa di San Vito l’addio all’operaio morto sul lavoro. Domani, lunedì 19 ottobre, 8 ore di sciopero. Le toccanti parole della moglie di Rocco De Carlo durante il funerale
RUOTI – «Sempre presente al dovere e molto meno ai diritti». Ecco i diritti. Perché è un diritto non dovere perdere la vita sul posto di lavoro. È andata diritta al punto la moglie di Rocco Antonio De Carlo, per tutti Antonello, quando a fine cerimonia ha preso la parola e con una grandissima dignità, davanti a un’intera comunità, ha voluto ricordare il marito e «quella corsa inutile al Pronto soccorso» che «mi ha frammentato il cuore e ha cambiato forma alla mia quotidianità».
ROCCO DE CARLO, L’ADDIO DI RUOTI ALL’OPERAIO MORTO SUL LAVORO
Sul piazzale antistante la chiesa di San Vito a Ruoti – chiesa troppo piccola per contenere tutti quelli che hanno voluto salutare per l’ultima volta l’operaio morto alla “Lucania resine” di Potenza – ieri mattina, sabato 17 ottobre 2026, sono stati celebrati i funerali dell’operaio di 52 anni che mercoledì scorso ha perso la vita mentre stava facendo il suo lavoro.
La bara di legno scuro, con sopra un cuscino di rose rosse, è stata poggiata a terra sul sagrato antistante la chiesetta. Durante lo svolgimento delle esequie, le attività commerciali hanno interrotto la propria attività: saracinesche abbassate in segno di rispetto per una vita spezzata troppo presto.
L’ASSORDANTE SILENZIO DI RUOTI
Bandiera a mezz’asta e silenzio assordante per le strade mentre i cittadini si sono stretti attorno alla famiglia di quello che a Ruoti era solo Antonello «che – sempre la moglie – non si tirava mai indietro quando qualcuno aveva bisogno di aiuto». Ma il dolore, per una morte inaccettabile, non ha lasciato posto alla rabbia “urlata” . Le segreterie sindacali e i lavoratori dell’azienda – tantissimi quelli che ieri hanno salutato il loro amico e collega – hanno proclamato per domani, lunedì 19 ottobre 2026, uno sciopero di otto ore. Uno sciopero che vuole essere un grido d’allarme e una richiesta perentoria alle istituzioni affinché si fermi la drammatica scia di sangue: quella di De Carlo è infatti la sesta vittima sul lavoro in Basilicata dall’inizio dell’anno.
MORTE SUL LAVORO DI DE CARLO, LO SCIOPERO
Il diritto al lavoro non si deve trasformare in un sacrificio estremo. De Carlo stava lavorando allo spostamento di un pesante macchinario industriale insieme ad altri colleghi. Per cause ancora in corso di accertamento, la pesante struttura si sarebbe improvvisamente ribaltata o sganciata, schiacciando l’operaio. Nonostante l il tempestivo arrivo dei sanitari del 118, le ferite riportate dall’uomo sono apparse da subito disperate. De Carlo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Potenza, dove è deceduto pochi minuti dopo il suo arrivo a causa dei gravi traumi interni.
IL LAVORO DELLA PROCURA
Mentre il dolore ha unito la comunità, la Procura della Repubblica di Potenza si muove per fare piena luce sulla dinamica del dramma e accertare le responsabilità. Il fascicolo affidato al Sostituto, Sarah Masecchia, che ha nominato come consulente tecnico il dottor Giuseppe Bertozzi. Tra 60 giorni si sapranno i risultati dell’autopsia. Nel registro degli indagati, anche per permettere la partecipazione con propri consulenti all’accertamento tecnico irripetibile, iscritti il legale rappresentante della Lucania Resine, Giuseppe Falasconi, e un collega della vittima.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA