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Regole poco chiare e un sistema che fa acqua da tutte le parti; anche in Basilicata la scuola è segnata dall’emergenza cattedre: mancano più di 1000 supplenti
L’anno scolastico è ormai iniziato da tempo ma l’emergenza cattedre continua a non dar tregua alle scuole italiane, incluse quelle lucane. Non siamo nemmeno a novembre ma, secondo le stime della Uil Scuola Basilicata, in regione mancherebbero al momento più di 1.000 insegnanti, da reperire per supplenze più o meno lunghe attraverso le procedure standard degli interpelli e delle Graduatorie provinciali di supplenza (Gps). Una soluzione solo all’apparenza semplice. Secondo la sigla sindacale, infatti, a remare contro il regolare rimpiazzo del personale docente mancante sono le regole stesse che dovrebbero garantirne il corretto andamento.
REGOLE POCO CHIARE
Il problema, secondo Uil Scuola Basilicata, sarebbe da ricercare nelle pratiche adottate dal Ministero dell’Istruzione nella distribuzione degli incarichi, tra sanzioni per rinunce, difficoltà nel completamento dell’orario e vincoli che impediscono di lasciare una supplenza meno favorevole per accettarne una più vantaggiosa: «Non è accettabile che un sistema nato per gestire le supplenze finisca per penalizzare proprio i docenti che garantiscono il funzionamento delle scuole – ha dichiarato Luigi Veltri, segretario regionale –. Chiediamo regole chiare, procedure trasparenti e uniformi e una gestione degli incarichi che tuteli i diritti dei lavoratori. I precari non possono essere lasciati in balia di meccanismi informatici e disposizioni che restringono le opportunità occupazionali senza tenere conto delle situazioni concrete».
In Basilicata, le criticità non riguardano solo i posti comuni ma anche quelli relativi al sostegno. Il che, secondo la Uil, impone profonde riflessioni sull’importanza rivestita dal personale precario il quale, proprio per queste ragioni, dovrebbe vedersi riconosciute adeguate tutele, anche qualora vi fosse il diniego alla chiamata: «Una rinuncia – ha spiegato Veltri – deve produrre effetti esclusivamente nei confronti dell’istituzione scolastica interessata. Non è giusto che una decisione relativa a una singola proposta possa compromettere le possibilità di ottenere altri incarichi. Abbiamo chiesto un intervento sul sistema informativo affinché le conseguenze siano circoscritte alla scuola coinvolta, evitando interpretazioni e automatismi che danneggiano i docenti».
“NO ALLE PENALIZZAZIONI”
Ma la questione sarebbe ancora più articolata: «Un docente che sta già lavorando deve poter valutare la propria situazione senza correre il rischio di subire penalizzazioni non previste – ha detto ancora il segretario regionale –. Occorre garantire una corretta applicazione dell’ordinanza ministeriale e distinguere le diverse fattispecie, evitando che la gestione delle convocazioni generi conseguenze improprie». In pratica, un primo passo sarebbe innanzitutto quello di una correzione delle procedure informatiche, al fine di cautelare istituti e docenti al momento di un’eventuale rinuncia.
Altro nodo da sciogliere, secondo Uil Scuola Basilicata, è quello relativo alle supplenze via graduatoria di istituto da mantenere anche nel caso in cui vi fosse una nomina potenzialmente più vantaggiosa tramite Gps:« Non chiediamo scorciatoie, ma regole che tengano conto delle condizioni reali in cui operano i precari – ha detto Veltri –. Se un docente ha accettato un incarico parziale, non dovrebbe essere privato della possibilità di accedere a un’opportunità più favorevole quando la normativa lo consente».
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