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La Basilicata continua a pagare dazio, contando ancora un prezzo per il gasolio tra i più elevati a livello nazionale: 2.148 euro al self. La benzina, al 23 agosto, si attestava sui 2.031 euro
I LISTINI salgono e le misure di contrasto arrivano a termine. È costato fin troppo caro il rientro dalle vacanze agli italiani, costretti a fare i conti col caro carburante. Per quel che riguarda il gasolio in autostrada, ha raggiunto agevolmente quota 2,2 euro, mentre nei distributori ordinari difficilmente scende sotto i 2,1. Un quadro estremamente preoccupante se si considera che, a partire da oggi, scadrà la misura ponte pensata dal governo per agevolare (per quanto possibile) le partenze degli italiani per le vacanze estive, scontando il solo diesel di 17 centesimi sulle accise connesse. Provvedimento che, dati alla mano, non solo non ha portato benefici. E ha fatto fatica a essere notato visto che la marcia dei rincari è stata più serrata del previsto.
IN BASILICATA IL GASOLIO COSTA DI PIU’
Anche la Basilicata continua a pagare daziO. Il prezzo per il gasolio è tra i più elevati a livello nazionale. 2.148 euro al self, mentre la benzina, al 23 agosto, si attestava sui 2.031 euro. Uno scenario che aveva già generato l’allarme delle associazioni di categoria. E che, alle soglie dello stop alla misura di agevolazione, prospetta un periodo di ulteriori rialzi. Sempre che, chiaramente, il governo non intervenga in modo deciso per tamponare la corsa dei prezzi con provvedimenti più efficaci, magari di stampo comunitario. Nelle ultime ore, infatti, è stata ventilata l’ipotesi di un’iniziativa europea volta a reperire risorse per fornire a famiglie e imprese un aiuto concreto per sostenere i costi delle tensioni internazionali.
Non solo l’Italia ma anche altri Paesi come Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna avrebbero sollecitato Bruxelles affinché sia aperto un confronto in seno all’Europa incentrato sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, con il maggior gettito da destinare, in caso, a misure emergenziali contro il caro-energia.
IL BOOMERANG DI ENERGIA ELETTRICA E GAS
Il problema è che tali (eventuali) misure potrebbero richiedere un confronto prolungato, rendendo necessaria l’introduzione di qualche toppa locale quantomeno per frenare l’emorragia di denaro. Anche perché, pur riguardando in modo generale tutto il territorio nazionale, il caro carburante continua a riservare la beffa del boomerang nei confronti delle aree produttive, come appunto la Basilicata, che pure ha registrato, nell’ultima analisi del Centro Studi di Unimpresa, un contributo virtuoso, in termini di valori assoluti, nella fornitura di energia elettrica e gas, con un fatturato passato da 228,4 miliardi a 251,1 (22,6 miliardi in più). Il che, in buona sostanza, significa che il territorio lucano continua a pagare prezzi maggiorati per ciò che fornisce in misura primaria. Nel frattempo, i bilanci familiari continuano ad aggiornarsi alla luce dei nuovi prezzi di listino.
LA STANGATA DEL RIENTRO DALLE VACANZE
Al momento, come segnalato dal Codacons, il rientro dalle vacanze ha significato una spesa di circa 270 euro a famiglia, arrivando a sfiorare quota 300 nei casi peggiori. La riduzione del peso fiscale sul carburante (per la quale è stata richiesta una proroga almeno fino la 6 settembre da parte di Assoutenti) non ha dunque inciso sul costo medio della materia prima né sulla capacità di spesa dei consumatori che, di fatto, non ne hanno notato gli effetti positivi auspicati.
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