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Tropea, località simbolo delle vacanze in Calabria

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RAGGIUNGERE la Calabria per le vacanze estive nel 2026 costa molto più di qualche anno fa. In molti casi, una settimana di vacanza supera abbondantemente i duemila euro.

È la fotografia scattata dall’indagine realizzata da Federconsumatori Calabria sui costi dei viaggi e dei soggiorni nella regione, che analizza il prezzo dei principali mezzi di trasporto, del carburante e di una vacanza tipo nella località simbolo del turismo calabrese, Tropea. Ne emerge un quadro di rincari diffusi che rischiano di pesare non solo sui bilanci delle famiglie, ma anche sulla competitività dell’offerta turistica regionale.

IL DATO NAZIONALE

L’analisi prende le mosse da un dato nazionale. Secondo le stime richiamate nel dossier, saranno circa 36,2 milioni gli italiani che trascorreranno almeno un periodo di vacanza tra giugno e settembre, con una spesa media prevista di 917 euro a persona. Un dato che, però, racconta solo in parte la realtà. Quasi metà degli italiani rinuncerà alle ferie per ragioni economiche, mentre in Calabria la quota di reddito destinata alle vacanze resta inferiore alla media nazionale. Segno di una capacità di spesa molto più contenuta rispetto al resto del Paese.

Eppure la Calabria continua a crescere sul piano turistico. Nel 2024 la regione ha registrato oltre 2 milioni di presenze, con un incremento del 9,9%, trainato soprattutto dalla Costa degli Dei e dall’area tirrenica. Numeri positivi che, secondo Federconsumatori, devono però fare i conti con criticità strutturali ancora irrisolte. Traffico, parcheggi insufficienti, problemi nella raccolta dei rifiuti, carenze del trasporto pubblico, difficoltà di accesso alle spiagge e servizi non sempre all’altezza delle aspettative dei visitatori. Il capitolo più pesante riguarda i trasporti.

VACANZE IN CALABRIA: I RINCARI DEI TRASPORTI

Per chi sceglie il treno, i prezzi delle offerte minime di Trenitalia risultano mediamente superiori del 35% rispetto al 2024. Alcune tratte registrano aumenti ancora più consistenti: +57% tra Bologna e Lamezia Terme, +54% tra Roma e Reggio Calabria e quasi +52% tra Torino e Paola. Più contenute, invece, le tariffe di Italo, che nella media risultano inferiori di circa il 16% rispetto a quelle di Trenitalia.

Anche chi sceglie l’aereo deve mettere in conto una spesa importante. Per raggiungere Lamezia Terme da Milano con Ita Airways occorrono oltre 400 euro, mentre da Roma il costo supera i 220 euro. Più convenienti risultano alcune offerte delle compagnie low cost. Il quadro complessivo, però, conferma come raggiungere la Calabria in piena estate rappresenti un costo sempre più elevato.

Non va meglio a chi decide di viaggiare in automobile. L’indagine evidenzia che il rincaro dei carburanti e dei pedaggi ha fatto aumentare sensibilmente il costo degli spostamenti. La simulazione sulla tratta Milano-Lamezia mostra come il costo del viaggio sia passato da circa 217 euro del 2024 agli attuali 235 euro. In più in Calabria il prezzo del carburante continua a mantenersi tra i più elevati d’Italia. Secondo Federconsumatori, il gasolio ha raggiunto quota 2,20 euro al litro, con un aggravio annuo stimato in circa 538 euro per famiglia.

Il quadro trova conferma anche nelle analisi del Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), secondo cui il primo grande esodo estivo del 2026 sarà caratterizzato da una vera e propria stangata per gli automobilisti. Confrontando i prezzi dei carburanti con quelli di fine luglio 2025 emerge che il gasolio costa oggi mediamente il 26% in più, nonostante il taglio temporaneo delle accise disposto dal Governo, mentre la benzina registra un incremento del 16,5%. Percorrere la tratta Torino-Reggio Calabria comporta ormai una spesa di circa 388 euro per un’auto a benzina e 333 euro per una diesel, mentre per raggiungere Catanzaro da Genova e ritorno servono oltre 300 euro di carburante. Costi destinati a crescere ulteriormente se il rifornimento viene effettuato in autostrada o con il servizio assistito.

VACANZE TIPO IN CALABRIA: UNA SETTIMANA A TROPEA

L’esempio scelto da Federconsumatori per rappresentare il peso di questi aumenti è una settimana di vacanza a Tropea, dall’8 al 15 agosto. Anche scegliendo le soluzioni più economiche, tra viaggio, pernottamento e pasti, la spesa parte da circa 1.868 euro. Se si aggiungono stabilimento balneare, parcheggi, servizi e trasporti più rapidi, il costo supera facilmente i 2.700 euro, arrivando a oltre 2.820 euro nelle ipotesi più onerose. Una cifra che si colloca ben al di sopra della spesa media nazionale prevista per le vacanze estive.

IANNELLO (FEDERCONSUMATORI): «VACANZE IN CALABRIA NON PER TUTTI»

La presidente di Federconsumatori Calabria, Mimma Iannello, sottolinea che lo studio è stato realizzato «in una fase di forte incertezza economica» e con un’impennata del costo dei carburanti che rischia di incidere ulteriormente sulla stagione turistica. «Ciò potrebbe accentuare nella regione il turismo breve e poco propenso al consumo e quindi ridurre i benefici sui territori», osserva. Iannello tiene inoltre a precisare che l’obiettivo dell’indagine non è stato quello di individuare le offerte più costose presenti sul mercato, ma di fotografare le tariffe minime realmente disponibili. «Abbiamo preso in esame una mole di dati e valutato i costi delle offerte minime di viaggio, senza la corsa al sensazionalismo degli aumenti del massimo delle offerte», spiega, evidenziando come, nonostante questo approccio prudente, una settimana di vacanze in Calabria «non sia comunque alla portata di tutte le tasche e soprattutto dei giovani».

Per la presidente dell’associazione il problema non riguarda soltanto il turismo. «I dati che emergono evidenziano aumenti generalizzati su ogni voce di spesa e in particolare sui viaggi verso la Calabria: la corsa al rialzo produce danni all’economia, abbrevia le vacanze, genera il turismo mordi e fuggi e allontana molte famiglie dai benefici della vacanza». Da qui l’appello a rafforzare il potere d’acquisto delle famiglie, vigilare sulle politiche tariffarie dei vettori, contrastare i fenomeni speculativi e migliorare la qualità dei servizi pubblici e dell’offerta turistica regionale. «C’è sempre tanto da fare – conclude Iannello – per rendere maggiormente competitiva, qualitativa ed equa l’offerta di viaggio e di soggiorno nella nostra regione».

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