2 minuti per la lettura
Villa San Giovanni, il Clan DueAli di Villa esplora i “ladri del tempo” tra ansie da prestazione, social e volontariato.
VILLA SAN GIOVANNI (REGGIO CALABRIA)- Quanto del nostro tempo è davvero nostro? È la domanda da cui è partito il Clan DueAli di Villa San Giovanni, guidato da Elisa Mascaro, nel Capitolo “Ladri del tempo”. Un percorso che ha portato i ragazzi prima ad analizzare le proprie giornate, annotando per una settimana ogni attività, poi a coinvolgere giovani e adulti in un’inchiesta e infine a trasformare la riflessione in un’esperienza concreta di servizio. Dall’analisi dei diari personali sono emersi alcuni “ladri” ormai familiari: l’uso passivo del telefono, la procrastinazione e la difficoltà a stabilire le priorità. Ma le risposte raccolte nell’inchiesta hanno spostato l’attenzione molto più in profondità. Dietro smartphone e social, infatti, i ragazzi hanno individuato altri nemici, meno visibili: «L’ansia da prestazione, il peso del giudizio e il terrore di rimanere indietro in un mondo che corre troppo veloce». La paura più forte? «Deludere le aspettative e non essere all’altezza», fino a convincersi che il proprio valore dipenda da quanto si riesce a produrre.
LA FUGA DIGITAL E IL CONFRONTO CON GLI ADULTI
Anche lo scroll sui social può diventare allora una fuga, un modo per «evitare i propri pensieri e l’angoscia del tempo vuoto». E quando ai giovani è stato chiesto cosa desidererebbero se potessero fermare il tempo per un giorno, le risposte hanno sorpreso per la loro semplicità: «Silenzio per far calmare i pensieri nella testa», «spazi per dedicarsi liberamente alle proprie passioni senza la fretta delle scadenze», fino al desiderio di «ritornare spensierati come quando si era bambini». Anche gli adulti sono stati chiamati a riflettere. Una delle risposte invita a «far capire a un ragazzo che qualsiasi cosa fatta con passione è già una vittoria», perché «un voto o un traguardo non definiscono il suo valore personale».
VILLA SAN GIOVANNI, IL CLAN DUEALI: IL SERVIZIO E LA RISOPERTA DEL VALORE DEL TEMPO
Ai ragazzi, invece, viene chiesto soprattutto ascolto, senza giudizi e senza soluzioni affrettate. Il percorso si è concluso alla Lega del Filo d’Oro, dove il Clan ha sperimentato concretamente il valore del tempo donato agli altri. Una consapevolezza racchiusa in una frase: «Il tempo donato agli altri è l’unico che non si spreca mai». “Ladri del tempo” diventa così una riflessione che va oltre il mondo scout: in una società che corre continuamente, fermarsi non significa perdere tempo, ma tornare a scegliere come utilizzarlo.
COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA