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Ad Andria la Polizia arresta 40 persone nell’operazione Omnes, smantellando una rete di spaccio gestita tramite centralino e monopattini.


ANDRIA — Una centrale telefonica per raccogliere le ordinazioni e una fitta rete di pusher pronti a sfrecciare tra le vie della città a bordo di monopattini e biciclette elettriche per consegnare le dosi a domicilio. È il collaudato sistema criminale smantellato all’alba di oggi, 17 giugno 2026, dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani, che hanno eseguito ben 40 provvedimenti restrittivi. Il bilancio della maxi-operazione, denominata in codice Omnes, fotografa la capillarità del gruppo: 25 persone sono finite in carcere e 15 agli arresti domiciliari. Gli indagati sono tutti soggetti di età compresa tra i 20 e i 60 anni, accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Per tutti è scattato anche il Daspo fuori contesto, mentre per altre dieci persone è partita una denuncia a piede libero.

OPERAZIONE OMNES, IL CONTROLLO DEI QUARTIERI E LA CONSEGNA “GREEN” A ANDRIA

L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani, ha coperto un arco temporale che va da luglio dello scorso anno fino ai primi mesi del 2026. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’organizzazione era riuscita a imporre un controllo stringente su diverse zone nevralgiche e quartieri storici di Andria, tra cui Santa Maria Vetere, piazza Marconi, piazza Catuma, Porta la Barra e le strade del rione San Valentino. Il sodalizio criminale trattava ogni tipo di droga: fiumi di cocaina, marijuana, hashish ed eroina venivano immessi quotidianamente sul mercato cittadino. A rendere particolarmente efficiente il business era la logistica, basata su una precisa divisione dei ruoli che sfruttava i moderni mezzi della micromobilità elettrica per confondersi tra i passanti e sfuggire ai controlli.

LA CENTRALE DEI TELEFONINI: COME FUNZIONAVA IL SISTEMA

I dettagli operativi emersi dall’inchiesta svelano una gestione quasi aziendale dello spaccio. In ciascuna delle zone presidiate, i contatti con gli acquirenti facevano capo a dei veri e propri centralinisti. «I centralinisti concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro», spiegano dalla Questura di Andria. «Subito dopo contattavano i vari pusher presenti nella zona di competenza, i quali raggiungevano l’acquirente per la consegna delle dosi». Gli scambi avvenivano alla luce del sole e nei luoghi di maggiore aggregazione, a ridosso di bar, uffici postali, banche e scuole, anche nel pieno centro cittadino. Un ruolo attivo nella rete era ricoperto anche da diverse donne, che stando agli accertamenti avrebbero agevolato le attività di spaccio e la gestione logistica dei passaggi.

NON SOLO DROGA: ACCUSE DI ESTORSIONE E SEQUESTRI

Le attività della Squadra Mobile hanno permesso inoltre di fare luce su altri reati satellite commessi dai membri del gruppo. Alcuni degli indagati devono infatti rispondere a vario titolo anche di estorsione, inosservanza delle prescrizioni della detenzione domiciliare e omissione di soccorso. Nel corso delle perquisizioni che hanno accompagnato i quaranta arresti, gli agenti di Polizia hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro circa 26mila euro in contanti, una somma ritenuta dagli inquirenti l’immediato provento delle vendite quotidiane della droga.

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