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ROMA (ITALPRESS) – È in corso a Palazzo Chigi il tavolo di confronto tra il Governo e le organizzazioni sindacali relativo all’ex stabilimento Ilva di Taranto, presieduto dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Secondo quanto si apprende, all’incontro partecipano il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone.
Per le organizzazioni sindacali partecipano i rappresentanti di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Ugl Metalmeccanici, Usb e Federmanager. Sono presenti, inoltre, i rappresentanti di Invitalia, i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e i commissari straordinari del Gruppo Ilva.
“Ieri abbiamo appreso del decreto della Corte d’Appello di Milano, il cui dispositivo inibisce le attività produttive, dunque un decreto di sospensione delle attività, non di fissazione di condizioni per proseguire, a differenza di quanto scritto da alcune testate. Noi non intendiamo commentare la decisione, se non per rilevare anche in questo caso una singolare sincronia tra il calendario del Governo, dei confronti con i lavoratori e il calendario giudiziario. Nessuno del Governo farà polemica con l’autorità giudiziaria, ma certo leggere qualcuno di quelli che hanno fatto ricorso dire ‘abbiamo fatto ‘scacco matto’ stona, perché questo non è un gioco, non è una partita a scacchi quella che oggi interessa i lavoratori e le aziende”. È quanto avrebbe detto secondo quanto si apprende il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, nel suo intervento di apertura al tavolo sull’ex Ilva in corso a Palazzo Chigi, sottolineando comunque che il Governo ha intenzione di garantire la continuità aziendale, come dimostra la norma approvata ieri in Consiglio dei ministri per lo stanziamento di ulteriori 100 milioni di euro per assicurare la continuità operativa.
FIM CISL “NESSUNA RESA E NESSUNO SCARICABARILE SUI LAVORATORI”
“La sentenza sull’AIA e i mesi di stallo del Governo non possono diventare un alibi per chiudere le aree a caldo. Pretendiamo risposte immediate e un piano industriale solido. Chi pensa che da questa sentenza si alzino le mani per arrendersi, oppure per lavarsi le mani rispetto a un problema industriale, occupazionale, sociale, ambientale e sanitario, si sbaglia di grosso. Il sindacato non lo permetterà”. Così Ferdinando Uliano, Segretario Generale della FIM CISL, commenta la recente sentenza che ha cancellato l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) nel pieno di una crisi che continua a penalizzare lo stabilimento ex Ilva.
Uliano ribadisce l’assoluta contrarietà a qualsiasi disegno che comporti scenari drammatici per i lavoratori.
“Saremo determinati con tutte le nostre forze – sottolinea il leader FIM – per impedire disegni che possano prospettare situazioni di lacrime e sangue per i lavoratori dell’ex acciaieria Ilva. Per noi è fondamentale una soluzione industriale ed è altrettanto fondamentale che lo Stato svolga un ruolo preciso e importante, costruendo le condizioni per continuare a produrre acciaio nel nostro Paese, bene strategico per tutta l’industria”.
Il Segretario Generale della FIM CISL punta il dito “contro i ritardi e le responsabilità istituzionali”, evidenziando “il rischio concreto di chiusure inaccettabili. Bisogna impedire qualsiasi situazione che possa portare di fatto alla chiusura dello stabilimento. La prospettiva di chiudere le aree a caldo per noi è una prospettiva da respingere con forza – prosegue -. Bisogna trovare le soluzioni utili per fare in modo di continuare un progetto industriale, di fronte al quale purtroppo questo Governo ha fatto perdere un sacco di tempo, sono ormai cinque mesi che stiamo aspettando un incontro per avere una prospettiva che ancora non si capisce. In conclusione, Uliano lancia un aut aut chiaro all’esecutivo e a tutte le parti in causa: oggi ci troviamo di fronte a una sentenza che cancella un’autorizzazione integrata ambientale fatta proprio da questo Governo. Per questo noi pretendiamo soluzioni e soprattutto non accettiamo che ci si arrenda di fronte a una situazione di questo tipo, scaricando sui lavoratori licenziamenti e condizioni intollerabili”.
– foto IPA agency –
(ITALPRESS).
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